E i ds attaccano il loro governatore: «Basta con gli sprechi in Campania»

Il senatore Villone: «Bassolino dovrebbe ascoltare le critiche del partito». Il professor Antinolfi: vedo legami con la Napoli di Lauro

da Napoli

«Io credo che Antonio Bassolino farebbe bene a farsi carico delle critiche che gli piovono dai vertici nazionali del partito, sugli sprechi che si verificano alla Regione Campania e cercare di diventare egli stesso il protagonista di un recupero più corretto tra politica e amministrazione».
È il senatore Massimo Villone, diessino come Bassolino, autorevole esponente della Quercia, della quale è membro della Direzione nazionale a spiegare al governatore della Campania alcune norme comportamentali da tenere nella sua qualità di amministratore pubblico e di esponente di partito. Il senatore Villone, esponente della corrente «Sinistra Ds per il socialismo», di cui è leader Cesare Salvi, aggiunge che lo stesso appunto vale «non solo per la Regione Campania ma in generale per le regioni e gli enti locali, governate da centrosinistra e centrodestra».
Contro Bassolino e altri governatori del centrosinistra, accusati di sprechi, provocati dalla moltiplicazione di commissioni e incarichi, consulenze che costano milioni di euro ogni anno, nelle scorse settimane era stato lanciato un ordine del giorno del consiglio nazionale dei Ds, che traeva origine da un documento firmato tra tre leader della Quercia: oltre al senatore Salvi, anche Fabio Mussi e Giorgio Napolitano.
Il senatore Villone parla di «moltiplicazioni di posizioni istituzionali, come nel caso delle commissioni speciali» ma anche della «creazione di amministrazioni parallele legate a chi governa e delle consulenze, non sono più una risorsa interna ma esterna».
Villone è intervenuto anche sulla democrazia interna al partito dei Ds, a Napoli. «C'era più democrazia nell'ex partito comunista. Mi riferisco, comunque, non solo ai Ds, ma a tutti i partiti. Una volta c'era più partecipazione».
Altre critiche di autorevoli esponenti dei Ds o dell'ex Pci sulla questione morale, arrivano da uno dei personaggi più noti, ai tempi delle giunte rosse presiedute da Maurizio Valenzi, primo sindaco comunista di Napoli. «La spinta moralizzatrice si è esaurita dopo pochi giorni. Sono tornate le commissioni dello scandalo» dice Ricciotti Antinolfi, figura della sinistra a Napoli, tra le più stimate, all'epoca del Pci guidato da Enrico Berlinguer. Il professor Antinolfi, docente universitario, critica con sobrietà ma anche con durezza le dodici commissioni speciali, istituite pochi giorni fa dalla Regione Campania di Antonio Bassolino e Sandra Lonardo Mastella. Antinolfi vede un filo rosso che lega ciò che accade oggi a ciò che «accadeva ai tempi di Lauro e Pomicino», come ha recentemente pubblicato nei giorni scorsi sul quotidiano locale il Corriere del mezzogiorno. Parlando più in generale, Antinolfi accusa «i governatori meridionali di tenere una spesa pubblica decentrata, poco rispettosa delle regole di efficienza e trasparenza».