Valeria Arnaldi
Vogliamo che i lavori attualmente in corso sul tratto della ferrovia Roma-Pantano che, passando in via Giolitti, attraversa lEsquilino, siano bloccati e che le parti interessate siano riunite in un tavolo tecnico, in cui al Comitato sia riservato un ruolo consultivo». Queste le richieste che Augusto Caratelli, portavoce del Comitato Monti-Esquilino, ha presentato al Comune di Roma e alla Regione Lazio in un vero e proprio ultimatum.
«Aspetteremo fino a questa sera - spiega Caratelli - Se non saremo convocati dalle istituzioni, saremo noi a fermare il cantiere. I mezzi per farlo non ci mancano: ci sono 200 persone pronte a occupare i binari. Con un tam tam di sms ci occorrono pochi minuti per organizzare un sit-in. Ed è quello che faremo la prossima settimana. Non abbiamo ancora definito la data: vogliamo cogliere di sorpresa le istituzioni, e dobbiamo tenere conto del maltempo perché il cantiere vogliamo essere noi a bloccarlo, non la pioggia. Daltronde, questo sembra essere lunico modo per attirare lattenzione sui problemi della zona».
A suscitare le accese proteste dei residenti sono gli interventi di ammodernamento della linea. «In seguito ad un sopralluogo ufficiale svolto dai membri del Comitato - prosegue Caratelli - abbiamo potuto constatare che i lavori non prevedono la posa di materiali fonoassorbenti ed antivibrazione. Sono anni che denunciamo, invano, i disagi causati dalla ferrovia. Speravamo che questa volta ci avessero ascoltato, invece, secondo quanto ci hanno detto gli operai della ditta che ha vinto lappalto, si limiteranno a cambiare le traversine in legno». Delusione, tradimento, degrado ed abbandono sono le parole che usano i romani dellEsquilino per commentare quella che definiscono «lennesima testimonianza del fallimento dell'amministrazione comunale, nel quartiere». «Non si tratta di qualche rumore di troppo, qui la situazione è davvero pericolosa - dichiara Caratelli - Negli anni passati, ci sono stati danni più o meno gravi allinterno degli appartamenti in via Giolitti, dalla caduta di intonaco a veri e propri crolli, ovviamente parziali, dei soffitti. Alcuni residenti hanno dovuto far puntellare i palazzi per seri problemi di stabilità dovuti alle vibrazioni, per non parlare dei monumenti». Nei pressi dei binari, infatti, sono visibili le rovine di un complesso del IV secolo d.C, noto come Tempio di Minerva Medica, dal ritrovamento, al suo interno, di una statua di Minerva appunto. Si tratterebbe di un ninfeo degli Horti Liciniani, la grande villa dellimperatore Licinio Gallieno. A preoccupare il Comitato sono le sorti del complesso, ma non solo, cè anche una misteriosa polvere rossa. «È a base di ossidi di ferro - dichiara Caratelli -. Ogni volta che il treno passa, rimane sulla strada, ma anche in aria, andando a depositarsi sulle auto. Molti residenti sono stati costretti a far riverniciare la propria vettura. Inutile dire cosa sostanze simili possano provocare ai polmoni di un passante, se inalate». I residenti, ormai esasperati, chiedono il riesame del progetto in tempi brevi. «Non pretendiamo la chiusura della linea - prosegue Caratelli - ma che si proceda ad un vero ammodernamento. Qui gli operai stanno montando binari vecchi per vecchi treni. Come residenti, chiediamo un sistema nuovo che rispetti il quartiere e chi lo abita. Come romani, pretendiamo che i lavori vengano fatti ora che, non essendo ancora iniziata la posa dellasfalto di copertura, costerebbero poco più di quanto preventivato». Il destino della Roma-Pantano sembra, però, confuso.
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