Il Comune e l'Università di Genova hanno siglato ieri un accordo per ripulire via Balbi dai graffiti e dalle scritte che «turbano l'ordine pubblico». L'iniziativa si inserisce nel progetto, più ampio, che prevede interventi nel centro città e nelle periferie. Il cuore pulsante della cultura genovese tornerà ai suoi antichi splendori. Estremisti permettendo. «È giusto restituire il decoro a via Balbi e agli edifici storici genovesi - ha spiegato il Rettore Giacomo de Ferrari - ma credo che siano necessari altri interventi, soprattutto nell'ambito della repressione. Abbiamo un costante contatto con la questura. È noto che si tratta di estremisti che, in genere, appartengono anche ai centri sociali». Apriti cielo. Il sindaco Marta Vincenzi lo ha fermato subito. «No - ha interrotto Vincenzi - semmai si tratta di anarchici. Non bisogna fare confusione tra loro e i ragazzi dei centri sociali. In ogni caso ci vuole un impegno culturale e civile per evitare che la città venga ferita nel suo decoro e nella sua immagine».
«Ci sono anche graffittari che niente hanno a che vedere con la politica o con l'ordine pubblico - ha aggiunto Paolo Tizzoni - e che comunque devono essere censurati».
È vero. Le gang sudamericane con i loro «murales» possono tappezzare il loro territorio, che, tuttavia, a Genova è principalmente nelle periferie. I «TVB» e i «W Genoa o W Samp» risultano pochini in centro. Nel cuore della città, invece, sono state evidenti le scritte politiche estremiste come quelle contro gli Alpini, la Chiesa, il Governo e l'Università. Scritte violente e non semplici, anche se censurabili, frasette d'amore o di passione sportiva.
E il sindaco «differenzia» le scritte sui muri
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