Ecco chi scommette sulla scommessa

FEBBRE DA ESTRAZIONE 127 milioni: gli italiani sognano solo una cosa, il colpo del secolo

Centoventisette milioni e cinquecentomila euro. L’Italia sogna il colpo del secolo. Non bastavano le giocate sui numeri, duecentoventiquattro milioni di colonne per sessanta milioni di puntate all’ultima estrazione. Per la serie, non facciamoci mancare mai nulla, ecco la scommessa sulla scommessa, Snai non si perde la grande occasione di fare cassa, chi vuole può puntare la probabilità che esca la sestina storica, oppure che non esca ancora. Ecco le quote: 4 volte la posta se il banco sbanca, 1,17 se il 6 non esce e il jackpot aumenta. Gioco perverso, malattia estiva, capriccio di qualunque età, siamo passati da rubamazzetto alla tombola, dal monopoli al mercante in fiera, il totocalcio, il totip, il tredici poi diventato quattordici, quindi c’è il casinò con tutti i suoi effetti speciali, compresi le slot machine ma volete mettere il lotto? I numeri che ci vengono suggeriti in sogno da parenti e affini, che decodificati dalla «smorfia» portano a combinazioni «incredibbbbili»? Eduardo ci scrisse una commedia Non ti pago ma i bancolotto sono roba superata, oggi le macchinette sfornano bollettini che sembrano elettrocardioencefalogrammi, numeri in serie, codici a barre, acronimi, superstar che non sono le veline o le escort ma una cifra a sorpresa che potrebbe farti cambiare la vita con lo slogan «aggiungi una giocata magica». Centoventisette milioni e cinquecentomila euro sono record continentale ma gli americani ancora una volta ci fregano. Hanno il loro Powerball che non sono le pastiglie per la lavapiatti ma il gioco che sta facendo impazzire cinquanta stati di Obama in cambio di 186 milioni di dollari che al cambio nostrano farebbero 131 milioni di euro. Ci siamo quasi ed è per questo che si scommette sugli scommettitori, un po’ da gufi, un po’ da supporter, il tifo a favore e il tifo contro, condomini, quartieri, borghi, paesi riuniti sotto lo stesso ambo, terno, quaterna, cinquina, sestina, superstar, vicini di casa finalmente «viscini-viscini», uno stesso popolo in coda, con le stesse mezze parole «speriamo» «chissà» «ci provo» «se esce vi saluto». In attesa dell’autunno nuovamente caldo ecco l’estate canicolare, si suda all’ora della cena, quando tutti i tiggì annunciano che «tra qualche minuto vi daremo in diretta i numeri» cosa che, in verità, accade anche per altre notizie e servizi. Anche la Chiesa fa sentire la sua voce con l’eco.
Radio Vaticana informa che il gioco d’azzardo non è contrario alla giustizia ma diventa moralmente inaccettabile allorché priva la persona di ciò che le è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. Poi c’è il vescovo di Palestrina, Domenico Sigalini, che lancia l’allarme, segnala che gli italiani, giocando, regalano l’otto per mille allo Stato mentre dovrebbero occuparsi e preoccuparsi di chi ha fame e l’uomo di chiesa, sostiene il prelato, non dovrebbe sottomettersi a questi giochi e poi la storia insegna che tutti quelli che hanno avuto vincite di queste entità sono finiti male. Sta di fatto che anche stasera un bel venti milioni di italiani sono chiamati alle urne, quelle dell’enalotto, decisi a farsi del male, convinti che l’otto per mille potrebbe significare un colpo di vita straordinario. Tutti pronti, alle otto, davanti al televisore. Mi ricordo e vi raccomando la scena iniziale del gustosissimo film britannico Svegliati Ned. Il giorno dell’estrazione della National Lottery, i cinquantatré abitanti del paesotto irlandese di Tullymore, sognano il paradiso. Uno dei protagonisti, mister O’Shea, seduto in salotto, chiede alla moglie di portargli una fetta di torta per gustare meglio l’estrazione. Lady O’Shea, scocciata, in cucina, si rifiuta.
Esce il primo numero: «Ce l’ho!», mormora il marito. E ripete la richiesta del dolce, ricevendo lo stesso rifiuto. Secondo numero: «Ce l’ho anche questo!». La lady sembra meno scocciata, allunga il collo, sbircia da lontano il teleschermo ma non molla la torta. Terzo numero, la pallina rotola: «Eccolo, sì, anche questo!». Ci siamo, la signora taglia la fetta, prepara il piatto. Il marito è su di giri, quarto numero, evviva, è sul bollettino anche quello. La lady non è più scocciata, si accomoda l’acconciatura, si dispone a servire la fetta di torta. Quinto numero, urrah, lei ride, lei è in paradiso, lei sarebbe pronta a portare cento, mille torte al vincitore. Lui cambia espressione, ghigna, straccia il bollettino, era tutta una bufala, voleva la fetta di torta, l’ha vinta!
Buona sestina a tutti.

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