Nessuno è immune alle tensioni sui mercati, che sono spesso in grado di ribaltare anche i classici ruoli dei Paesi. Così, mentre la Francia viene travolta da una violentissima ondata di vendite sui propri titoli di Stato, con il decennale transalpino schizzato a livelli record vicini al 5% e uno spread rispetto al Bund tedesco esploso a 139 punti, allargandosi di oltre il 61% in un solo mese, l’Italia - proprio il Paese che era considerato uno degli anelli deboli dell’Eurozona - si trasforma nel nuovo porto sicuro dei grandi gestori internazionali.
La crisi delle finanze pubbliche di Parigi, zavorrate da un debito di 3,5mila miliardi di euro e dall’incertezza politica alle porte delle presidenziali, ha innescato un re-pricing aggressivo su tutto il reddito fisso europeo. Ma anziché scatenare il contagio stile 2012, il nervosismo dei mercati ha aperto a nuovi acquisti, in cui i Btp italiani emergono come assoluti protagonisti. I giganti del risparmio gestito, da Aberdeen a Ninety One passando per Schroders, come ricostruito dal Financial Times, hanno colto al balzo l’allargamento degli spread per andare a caccia di occasioni a sconto, puntando con decisione sul debito sovrano di Roma a scapito dell’Oat francese.
A fare da catalizzatore per questo sorpasso, non solo economico ma anche e soprattutto reputazionale, non è soltanto il rendimento offerto dal titolo italiano (ieri il Btp a 10 anni rendeva il 4,61%), ma la percepita solidità politica del Paese: in un’Europa frammentata e preda alla tempesta obbligazionaria e del petrolio (ieri il Brent è salito fino a 104 dollari al barile), la stabilità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni rappresenta una merce rara, in grado di rassicurare i portafogli globali più della retorica parigina.
Non è però solo l’Italia, rispetto alla drammatica crisi dei debiti di ormai quindici anni fa la cornice istituzionale è profondamente cambiata e lo scudo della Bce garantisce una rete di protezione che allenta drasticamente i rischi sistemici. In quest’ottica, la tempesta generale che sta colpendo in questi giorni i mercati non risparmia nemmeno le Borse: ieri, per il secondo giorno consecutivo, Milano ha portato a casa la maglia nera con una perdita dell’1,3%, Francoforte ha chiuso con un ribasso dell’1,2%, deboli anche Parigi (-0,5%) e Londra (-0,2%). La speculazione sui titoli di Stato si è invece allentata, con lo spread tra Btp e Bund a 10 anni sceso a 111 punti base contro i 115 dell’avvio.
