Anche Fiat Industrial punita dalla Borsa Rivisti gli obiettivi 2013

Secondo giorno negativo in Borsa per la galassia Fiat: lunedì a deludere il mercato erano stati i risultati trimestrali dell'auto (-1,2%), al di sotto delle attese e con Chrysler in frenata, mentre ieri è stata la revisione al ribasso degli obiettivi a penalizzare Fiat Industrial: -5,3% per il titolo, con Fiat spa ancora giù (-2,07%) insieme alla controllante Exor (-4,7%). La frenata di Chrysler, tra l'altro, ha dato lo spunto al Wall Street Journal per lanciare un inaspettato allarme Usa, visto che sono sempre stati i risultati di Chrysler a trainare il Lingotto.
Il presidente di Industrial, Sergio Marchionne, nel commentare i dati del primo trimestre al termine del cda svoltosi a Detroit, ha definito «nel complesso soddisfacente l'andamento del periodo». Marchionne ha quindi spiegato le ragioni che lo hanno portato a rivedere gli obiettivi: «Per i camion vediamo numeri insoddisfacenti in Europa».
E se la divisione Iveco, focalizzata in particolare su Italia e Spagna, Paesi in forte difficoltà, sta subendo gli effetti della crisi, anche il settore macchine per costruzioni di Cnh è in sofferenza a causa della congiuntura negativa del comparto edilizio. Ecco allora i nuovi target di Fiat Industrial: ricavi in crescita fra 3 e 4% (dal precedente 5%), margine della gestione ordinaria tra 7,5% e 8,3% (da 8,3-8,5%) e indebitamento industriale tra 1,4 e 1,6 miliardi (da 1,1-1,4 miliardi di euro).
A proposito di debito netto, quello relativo al primo trimestre è aumentato a 2,5 miliardi «per effetto della crescita stagionale del capitale di funzionamento e del significativo livello d'investimenti».
Più nel dettaglio, Fiat Industrial ha realizzato nel primo trimestre ricavi pari a 5,8 miliardi, in linea con l'analogo periodo del 2012, grazie alla crescita del comparto delle macchine per l'agricoltura e dei motori, che ha compensato le più difficili situazioni nei settori delle macchine per le costruzioni e dei camion. L'utile della gestione ordinaria è stato di 408 milioni, con un margine sui ricavi del 7% (431 milioni e 7,4% nel primo trimestre del 2012). L'utile netto della società è sceso invece a 171 milioni (da 202 milioni, contro attese pari a 200 milioni). In cassa c'è una liquidità pari a 5,1 miliardi, inclusi 1,6 miliardi di linee di credito disponibili non utilizzate.
Iveco, che registra ordini aumentati del 7% nel primo trimestre, vede i ricavi scendere a 1,825 miliardi (-3,9%), insieme all'utile della gestione ordinaria (da 63 a 9 milioni). L'America Latina, comunque, dovrebbe ancora una volta attenuare le perdite previste dai camion.
Per Cnh il fatturato è cresciuto dello 0,7%, a 3,797 miliardi, con l'utile della gestione ordinario migliorato: da 368 a 411 milioni. La forte performance della macchine agricole ha compensato in parte i problemi del settore costruzioni.
Marchionne, infine, ha approfittato della conference call con gli analisti per fare il punto sull'iter di integrazione tra Fiat Industrial e la controllata Cnh. «Si prosegue a tutta forza - ha affermato il presidente - e se l'operazione andrà avanti secondo i piani, sbarcherà in Borsa negli Stati Uniti nel terzo trimestre. Siamo relativamente fiduciosi - ha proseguito - sul fatto che saremo in una buona posizione entro la fine dell'anno».

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