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Beretta, in salita l'Opa su Ruger

La società elimina la Usa non “poison pill”

Beretta, in salita l'Opa su Ruger
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Beretta Holding, principale azionista di Sturm, Ruger & Company con una partecipazione del 9,95%, ha ricevuto la risposta del board dell'azienda americana che ha rifiutato la richiesta di sospendere la poison pill, il meccanismo anti-scalata che impedisce al gruppo italiano di aumentare la propria quota. Il gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta (in foto) ha quindi inviato una lettera tramite i propri legali al cda di Ruger, dichiarandosi "profondamente deluso e sorpreso" dal comportamento del consiglio, accusato di voler "proteggere se stesso più che creare valore per gli azionisti" e di impedire agli investitori di decidere autonomamente sul futuro della società. Beretta sottolinea che l'offerta in contanti da 44,8 dollari per azione rappresenta un premio significativo e ribadisce che l'investimento potrebbe rafforzare la posizione strategica di Ruger grazie alla rete globale e alle competenze industriali del gruppo italiano. Pur confermando la disponibilità a un incontro previsto a New York il 9 aprile, la holding bresciana si dice scettica sulle reali intenzioni del board e annuncia di valutare tutte le opzioni legali.

Lo scontro si inserisce in un confronto aperto da mesi tra i due storici produttori di armi.

Beretta punta a un'Opa parziale per rilevare fino al 20,05% delle azioni Ruger e portare la propria partecipazione a circa il 30%, in un'operazione da oltre 130 milioni di dollari. Ruger ha già accusato il gruppo italiano di una campagna aggressiva.

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