Sconto in fattura e bonus per villette: ecco cosa cambia

L'intenzione sarebbe quella di prolungare la possibilità di beneficiare di sconto in fattura e cessione del credito anche oltre il 31 dicembre 2021

Sconto in fattura e bonus per villette: ecco cosa cambia

Nel testo definitivo della legge di Bilancio atteso per questa settimana, c'è anche il via libera alle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie con la formula dello sconto in fattura, nonché al superbonus 110% per le villette senza soglia Isee a 25mila euro, ma con obbligo di mostare in tempi rapidi la certificazione di inzio dei lavori asseverata. Al momento nulla è ancora certo, dato che molti argomenti sono oggetto di discussione, ma ormai l'iter si avvia alla conclusione, anche se con un certo ritardo. Vi è dunque la possibilità che alcune modifiche al testo siano applicate prima ancora della sessione di bilancio, precedendo di fatto gli emendamenti.

Bonus edilizi

Tra i principali oggetti di discussione vi sono i bonus edilizi. Inizialmente il governo aveva previsto solo per il superbonus 110% la possibilità di ottenere lo sconto in fattura e la cessione del credito anche nel 2022, eliminandola di fatto per gli altri benefici. Una formula, questa, che garantiva al cittadino, tramite la ditta preposta ai lavori nel primo caso o le banche ed altri soggetti finanziari nel secondo, il diritto di ottenere subito l'intero vantaggio fiscale per abbassare i costi, senza dover attendere le dichiarazioni dei redditi degli anni successivi per usufruire dell'incentivo.

In caso di approvazione, questa possibilità, che senza rinnovo sarebbe inesorabilmente decaduta il 31 dicembre 2021, verrebbe nuovamente estesa per ulteriori tre anni anche per tutte le altre tipologie di ristrutturazioni edilizie e di efficientamento energetico. Lo sconto in fattura e la cessione del credito dovrebbero dare impulso al comparto anche nei prossimi tre anni, aprendo nuovamente la possibilità di accedere a tali bonus edilizi anche ai redditi più bassi, quelli con minore capacità finanziaria e che spesso rischiano di non disporre della sufficiente capienza fiscale per beneficiare di detrazioni di altro genere.

Relativamente alla questione delle case unifamiliari, invece, la bozza del provvedimento prevedeva che potessero accedere al superbonus solo i proprietari in grado di produrre un Isee (ovvero l'indicatore di situazione economica in cui si tiene conto non solo del reddito ma anche del patrimonio) inferiore ai 25mila euro. A far propendere per il superamento di tale vincolo sarebbe stato un meccanismo di selezione piuttosto complesso e dai lunghi tempi nonché il rischio di tagliare fuori dai benefici cittadini comunque non particolarmente abbienti.

Proprio per questi motivi si fa spazio l'idea di un abbattimento di tale barriera, cosa che permetterebbe anche di ridurre i tempi in modo drastico: sarebbe sufficiente, infatti, presentare la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cilas) entro una scadenza determinata: al momento si parla del mese di marzo. Anche questo sarebbe comunque un modo di filtrare le richieste e dunque di tenere sotto controllo i costi prfevisti per supportare la misura.

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