Capasso, la banca che chiude i bilanci in utile fin dalla prima guerra mondiale

L’assemblea dell’istituto di credito approverà il bilancio numero 107 con il segno positivo. Ha sede ad Alife, in provincia di Caserta, ed è nata nel 1912

Esiste una banca che chiude i bilanci in utile fin dalla prima guerra mondiale. Tra poco l’assemblea dell’istituto di credito approverà il bilancio numero 107 con il segno positivo. Stiamo parlando della Banca Capasso Antonio, nata nel 1912 ad Alife, un paese in provincia di Caserta, dove si trova la sede centrale. Le tre filiali si trovano a Piedimonte Matese, Pietramelara e Faicchio.

Storia della banca

L’istituto di credito è stato creato più di un secolo fa per volontà del giovane Antonio Capasso, quando all’epoca aveva 24 anni. Attualmente è gestita dal suo bisnipote Salvatore, 63 anni, 6 figli e 26 dipendenti. Come riporta Il Corriere della Sera, circa il 41% della banca fa capo a Salvatore, il 10% alla sorella Rosa e il 36% ai cugini Domenico e Ferdinando Parente. Quest’ultimo è stato responsabile della Vigilanza di Bankitalia a Milano, incarico che lasciò per poter mantenere la quota nell’istituto di famiglia.

La banca ha attraversato indenne guerre mondiali, crisi economiche e vari cambiamenti tecnologici. Basti pensare al disastroso bombardamento della Città di Alife del 13 ottobre 1943 e nonostante questa tragedia l’istituto ha continuato ad operare grazie all’aiuto di tutta la famiglia. Il fondatore morì nel 1968 e lasciò in eredità la banca ai suoi due figli, Corrado e Luigia che avevano collaborato con il padre negli ultimi venti anni.

Curiosità

I dipendenti dell’istituto non hanno cellulari e nemmeno auto aziendali. Se ne hanno necessità, se li comprano a proprie spese. L’amministratore delegato Salvatore Capasso ha uno stipendio inalterato da diversi anni, che è di 81 mila euro all’anno più i buoni pasto da 3 euro. Ha un rapporto diretto con i suoi dipendenti e utilizza la bicicletta per gli spostamenti.

Capasso spiega che la banca tenta di favorire lo sviluppo del territorio, mentre ai suoi lavoratori vengono dati premi di rendimento. Inoltre, i dipendenti non vengono stressati e possono così raggiungere con più tranquillità i loro obiettivi. Tutto questo si scontra però con le logiche di mercato, come i tassi zero. Quindi, la banca è costretta a chiudere i bilanci con molte difficoltà e si deve anche adeguare alla tecnologia e all’avanzata del digitale.

Nel frattempo la banca si interroga se proseguire la sua attività da sola oppure alleandosi con altri istituti. Di sicuro può contare sulla sua solidità patrimoniale, che si attesta al 41,5% quando il minimo richiesto è l'8%.

Commenti

flip

Gio, 13/02/2020 - 18:20

EVIDENTEMENTE è una banca che conosce alla perfezione il sistema ed i meccanismi contabili. Nei verbali del collegio sindacale e dei controllori della Banca d''Italia cosa si legge?