Carige è salva, Guido ad. Va in porto l'aumento

Calandra presidente, Micheli e Fiordi verso il cda. Ceduti 2,8 miliardi di crediti

Francesco Guido sarà il sesto amministratore delegato in sei anni di Carige, che chiude la manovra di rafforzamento patrimoniale mettendo così il sigillo al salvataggio.

Dopo oltre tre ore di seduta, il consiglio del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) ha infatti approvato ieri la lista dei candidati consiglieri per l'istituto ligure: Guido è nell'elenco come ad mentre come presidente è stato proposto l'ex vicepresidente di Unicredit, Vincenzo Calandra Buonaura.

Sessantuno anni, Guido conclude a fine anno il suo mandato di direttore regionale Sud di Intesa Sanpaolo dopo essere stato direttore generale del Banco di Napoli e della Cassa di Risparmio di Venezia. Sono, quindi, sfumate le altre candidature circolate in questi giorni: quella di Piergiorgio Peluso, attuale chairman di Inwit, e Alessandro Decio, che pochi giorni fa ha lasciato il vertice di Sace.

Al Fondo Interbancario, come nuovo azionista di riferimento della banca genovese, spetta infatti la nomina di otto dei nove nomi che compongono la lista del nuovo board da portare in assemblea il prossimo 31 gennaio, comunque dopo il via libera della Bce. Il numero uno del Fitd, Salvatore Maccarone l'ha definita una «squadra di qualità» citando tra gli altri candidati anche la docente universitaria Lucia Calvosa, Angelo Barbarulo (ex Mps e oggi vicepresidente dello stesso Fitd), il finanziere Francesco Micheli e Miro Fiordi (manager di lungo corso del Creval).

«Abbiamo cercato di mettere insieme la sapienza con l'accademia e l'esperienza, la lista doveva contenere otto nomi ma per il momento saranno sette», in quanto «una delle tre donne ha dovuto tirarsi indietro per la mancanza di un'autorizzazione, ma troveremo l'ottavo nome», ha spiegato Maccarone.

Nel frattempo, Carige torna in amministrazione ordinaria dopo aver completato l'aumento di capitale da 700 milioni, cui si aggiungono il bond da 200 milioni di cui nei giorni scorsi Consob ha autorizzato la quotazione, l'assegnazione di azioni gratuite e la cessione a Amco (la ex Sga, partecipata dal Tesoro) di un portafoglio di crediti deteriorati per 2,8 miliardi. È stato così superato, precisa la nota, il 10% del flottante sul titolo, soglia necessaria per la riammissione alle negoziazioni in Piazza Affari, dove il titolo è sospeso da gennaio.

In seguito alla ricapitalizzazione, il Fitd ha l'80% di Carige, la trentina Cassa Centrale Banca l'8,3% e l'11,7% è flottante.

In questa porzione c'è una quota di piccoli azionisti, una quota di ex grandi come i Malacalza (che se non avessero sottoscritto l'aumento si sarebbero diluiti attorno al 2,2%), una quota di retail e una di istituzionali. Le percentuali esatte saranno svelate quando i soci che hanno superato le soglie previste per le partecipazioni rilevanti le comunicheranno a Consob.