Cattolica, anche Ivass benedice la Spa. Ora parte l'alleanza con Generali

L'Authority approva le modifiche allo statuto. E il titolo fa +5,6%

Via libera dell'Ivass alle «nozze» tra Cattolica e Generali. L'Authority delle assicurazioni, guidata da Daniele Franco, ha infatti dato il via libera alle modifiche statutarie deliberate dall'assemblea della compagnia veronese dello scorso 31 luglio tra le quali la più importante è la trasformazione in spa. Si tratta di un passaggio fondamentale per siglare la partnership con Generali. L'intesa tra i due gruppi, infatti, prevede l'ingresso del Leone di Trieste nell'assicurazione presieduta da Paolo Bedoni tramite la sottoscrizione di una tranche riservata di un aumento di capitale da 300 milioni di euro attraverso la quale verrà a detenere il 24,4% del gruppo. In una fase successiva, e comunque non oltre febbraio 2021, sarà collocata sul mercato la tranche da 200 milioni dell'aumento da complessivi 500 milioni, che l'Ivass aveva imposto a maggio per rafforzare il patrimonio a causa del forte deterioramento del Solvency Ratio.

Il testo di statuto della società per azioni entrerà in vigore a partire dall'1 aprile 2021. Sono state, pertanto, avviate le conseguenti procedure per l'iscrizione dello statuto e della delibera di trasformazione presso il Registro delle imprese di Verona. Al termine di questa procedura Cattolica pubblicherà le modalità di esercizio del diritto di recesso correlato alla trasformazione da cooperativa a spa. La Borsa ha apprezzato la notizia e il titolo è schizzato del 5,64% a 5,17 euro, avvicinandosi alla soglia dei 5,47 euro a cui è stato fissato il valore di esercizio del diritto di recesso.

Il rialzo, infatti, è interamente ascrivibile alla sostanziale chiusura dell'operazione. L'ok dell'Ivass azzera le speranze dei piccoli azionisti di fermare il treno della spa con le azioni promosse sia presso la Consob, che tramite la diffida al cda ad adempiere alla delibera di aumento riservato in attesa della sentenza di merito del Tribunale di Venezia (che, non avendo deliberato la sospensiva, potrebbe optare per un ristoro). Lo stop era comunque di difficile realizzazione giacché il gruppo di soci dissidenti rappresenta solo lo 0,03% del capitale Cattolica.

Come sottolineato dalla stessa compagnia veronese, la partnership con Generali «potrà quindi entrare nella sua fase esecutiva», proprio a partire dalla sottoscrizione da parte del gruppo guidato dal Ceo Philippe Donnet di 54,054 milioni di azioni Cattolica di nuova emissione a un prezzo unitario di 5,55 euro. L'accordo tra i due gruppi si svilupperà su quattro ambiti industriali: asset management, Internet of Things, salute e riassicurazione. Ieri in Borsa Generali è salita del 2,09 per cento.

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