Cattolica sospende il dividendo 2019

Utili in calo del 30%. Cedola congelata per tutelare il capitale dalla crisi del Covid

Cattolica Assicurazione di fronte allo tsunami sanitario in corso sospende ogni decisione in merito alla remunerazione degli azionisti sul bilancio 2019. Il gruppo presieduto da Paolo Bedoni potrebbe tuttavia essere solo il primo di una lunga serie di società a riflettere sulle strategie di remunerazione degli azionisti e, all'occorrenza, a innescare la retromarcia anche in merito a proposte di dividendo già deliberate e comunicate dai cda. Ciononostante, in Piazza Affari il titolo ha chiuso la seduta a 4,854 euro (-6,6%).

La scelta di rinviare a data da destinarsi ogni decisione in merito ai dividendi è stata annunciata ieri da Cattolica contestualmente alla approvazione del bilancio 2019, un esercizio chiuso con un utile di 75 milioni di euro (in calo del 29,7% rispetto all'esercizio precedente a causa di poste straordinarie) a fronte di una raccolta complessiva di 6,94 miliardi (+19,9%). Pur nella consapevolezza della solida posizione del gruppo (l'indice di patrimonializzazione, il Solvency II a dicembre si attestava al 175% dal 169% di settembre ndr), si è ritenuto corretto posticipare la decisione sulle cedole a causa della estrema volatilità dei mercati finanziari conseguente alla diffusione della pandemia legata al Covid 19 si legge nella nota del gruppo che ricorda come il decreto Cura Italia conceda alle società 180 giorni di tempo dalla chiusura dell'esercizio per deliberare in assemblea i bilanci (e quindi le proposte di dividendo). In merito alla Solvency le osservazioni fatte qualche giorno fa erano decisamente sotto il nostro livello ideale, che è 170-180%, ma ben sopra livelli regolamentari ha poi precisato, nel corso della conferenza telefonica Enrico Mattioli, direttore finanziario della compagnia. Quanto al prossimo futuro la società ha confermato la già annunciata revisione al ribasso degli obiettivi di risultato operativo sul 2020 a 350-375 milioni (-6% rispetto alla forchetta iniziale) dai 302 milioni del 2019 (+3,1% sul 2018), prendendo tuttavia tempo sull'impatto della pandemia sui conti del gruppo.

La scelta di Cattolica si sposa con le recenti raccomandazioni di Eiopa (European Insurance and Occupational Pensions Authorithy) che invitano le compagnie assicurative alla prudenza in merito alla remunerazione degli azionisti per preservare il capitale e proteggere gli assicurati. Indicazioni che potrebbero spingere alcune società a rivedere le rispettive posizioni. A livello legale, secondo il combinato disposto degli art. 2364,2423 e 2429 del codice civile, non c'è alcun impedimento alla correzione, da parte dei cda, della relazione al bilancio in cui è stata inserita la proposta di dividendo già comunicata. Occorre solo tenere presente i termini del deposito del bilancio: 30 giorni prima dell'assemblea sostiene Massimo Di Terlizzi, co-managing partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati, secondo cui In una situazione come quella attuale un ripensamento sui dividendi potrebbe essere doveroso da parte di una buona amministrazione per la salvaguardia delle aziende italiane.

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