Quella "D" che spiega davvero chi era Ennio Doris

La personalità del presidente di Banca Mediolanum recentemente scomparso

Quella "D" che spiega davvero chi era Ennio Doris

Mai l’aggressività è stata utilizzata nella sua vera accezione (adgredi = andare verso) in modo tanto produttivo come è avvenuto per Ennio Doris. Lo slancio nel sottolineare la lettera “D” mette in evidenza un desiderio di essere protagonista volendo incidere nella vita sociale. Infatti, almeno grafologicamente parlando, la firma evoca la paternità, legata quindi al desiderio, più o meno presente, di conquista e di realizzazione di sé. Inoltre, la notevole energia vitale che emerge dalla firma di Ennio Doris indica vigoria, produttività e uno stato di continua “immersione” nel voler essere sempre fecondo e produttivo per sottolineare il proprio valore.

È persona che porta avanti anche la sua vita personale e affettiva in modo essenziale e senza fronzoli. Infatti, nel tracciato della firma si nota come il nome Ennio presenti una contrazione del gesto a rappresentare un’essenzialità di modi e di atteggiamenti dovuti ad un Io che non cede alle lusinghe del successo e che porta avanti, con la stessa intensità, il sociale e il privato, senza peraltro confonderli. Il nome Ennio, ossia l’individualità della persona, viene nettamente distinta dal cognome espressione della voglia di scalare e di imporsi nel sociale. È proprio nell’iniziale del cognome che si trova l’identificazione con la figura paterna nei confronti del quale egli ha sempre mantenuto un’ammirazione quasi sacrale che ha fatto da spinta e da motore alla sua scalata.

Va anche detto che Ennio Denis non era affatto sprovveduto di mezzi e di strumenti per superare gli ostacoli della realtà lavorativa. In questo senso egli ha usato, in maniera intelligente e sottile, la furbizia di chi sa restare umile.

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