La quinta volta dovrebbe essere quella buona, anche se la prudenza resta d'obbligo. EasyJet e il fondo statunitense Castlelake hanno raggiunto un accordo di massima sui termini finanziari chiave per un'Opa. La svolta è arrivata in extremis con l'ultima proposta che mette sul piatto 6,90 sterline per azione cash, valutando complessivamente la compagnia britannica circa 5,23 miliardi di sterline (6,1 miliardi di euro). Un rilancio significativo rispetto alla quarta offerta da 6,50 sterline per azione respinta a fine giugno, che si fermava a una valorizzazione di 5,75 miliardi di euro.
Si tratta di un'offerta a premio del 23,6% sulla chiusura del titolo a Londra venerdì (558 pence), ma soprattutto di una garanzia di continuità aziendale per il vettore low cost. I sei miliardi di sterline rappresentano una valutazione praticamente senza sconto sul valore intrinseco della compagnia costituito, tra l'altro, dai velivoli di proprietà, dagli slot e dalla redditizia piattaforma viaggi. Fonti vicine alla trattativa confermano comunque che non ci sono ipotesi di smembramento.
Il cda di easyJet, dopo aver analizzato il piano con i propri consulenti, ha dichiarato che le condizioni finanziarie sono a un valore che il consiglio "sarebbe propenso a raccomandare" agli azionisti, qualora venisse annunciata un'intenzione ferma di presentare un'offerta a tali condizioni. Tuttavia, la cautela della compagnia resta massima, poiché l'esito resta subordinato al completamento soddisfacente della due diligence e all'accordo sulla documentazione definitiva dell'offerta pubblica di acquisto.
Per sbloccare la complessa partita delle autorizzazioni antitrust, Castlelake si è impegnata a fare il "massimo sforzo" per ottenere i via libera normativi necessari. Un passaggio delicato, legato anche ai severi vincoli post-Brexit sulle licenze di volo europee che impongono il controllo a maggioranza in mani Ue. Poiché il fondo Castlelake è un soggetto americano, quindi extra-Ue, e la stessa easyJet ha sede nel Regno Unito ed è considerata aerea extra-comunitaria per le tratte continentali se non controllata da europei, lo scoglio normativo è enorme. Per aggirarlo, a inizio giugno si era ipotizzato un coinvolgimento del gruppo Msc della famiglia Aponte. Tramontata quella pista, Castlelake ha strutturato l'offerta tramite una midco nel quale il 49% è detenuto dallo stesso fondo e da co-investitori come Brookfield Asset Management, e per il restante 51% da entità dell'Unione europea tra cui i manager Peter Bellew e Mark Breenan.
Nelle discussioni tra le parti Castlelake ha espresso "un enorme rispetto per easyJet e le sue persone", sottolineando l'intenzione di supportarne la "crescita futura".
Sotto la lente c'è il piano di modernizzazione della flotta, considerato dal fondo centrale per gli obiettivi di "competitività a lungo termine, efficienza e sostenibilità". L'intesa definitiva non è però immediata. Il Panel sui Takeover, l'Authority britannica sulle Opa, ha concesso una proroga della scadenza regolamentare fino alle 17 di lunedì 3 agosto.