Il presidente designato della Consob, Guido Stazi, vuole un’autorità di vigilanza sui mercati «rafforzata» e «neutrale». Questi sono i pilastri del suo programma, snocciolati ieri alle commissioni finanze riunite del Parlamento che hanno espresso voto favorevole. Per il presidente designato, il settore bancario (e quello energetico) quotato in Borsa ha bisogno di «un’attenzione particolare». Dice questa frase in un giorno dove, fonti dell’autorità di vigilanza, fanno filtrare di essere da tempo allo studio del caso della governance del Monte dei Paschi. Quanto al risiko bancario, il futuro presidente
ha dichiarato: «Sono operazioni di mercato di grande rilevanza», da qualche giorno «ho delegato le mie funzioni al segretario generale e non ho ancora accesso, come giusto, ai documenti Consob» fino alla firma del Presidente della Repubblica sulla nomina. Sta di fatto che la situazione nel cda di Mps è incandescente, con i consiglieri di minoranza di Mps che hanno chiesto al presidente della banca, Cesare Bisoni, di convocare un cda del Monte per cooptare i sostituti di Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo, il primo decaduto e il secondo dimessosi (dovrebbero entrare Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro). Da maggio queste poltrone sono sguarnite, un fatto
rilevante in una fase dove l’istituto è alle prese con decisioni fondamentali tanto sul fronte dell’offerta di Intesa Sanpaolo quanto per le possibili nozze con Bpm.
In serata, Montepaschi ha divulgato una nota in risposta ai consiglieri di minoranza, affermando che la procedure di cooptazione «dei consiglieri mancanti» procede secondo «le modalità richieste dalla Bce» e che i comitati funzionano «in modo coerente» alla normativa.
