Fiat Industrial si difende: niente fuga dall'Italia

Per la società post fusione sede fiscale nel Regno Unito. "Mettiamo i nostri azionisti sullo stesso piano di quelli dei concorrenti"

Fiat Industrial si difende: niente fuga dall'Italia

Fiat Industrial che, dopo la fusione con Cnh intende fissare il domicilio fiscale in Gran Bretagna, precisa che è falsa l'affermazione secondo cui, con questa operazione, il fisco italiano perderebbe 500 milioni di euro. In una nota di risposta alle indiscrezioni di questi giorni, Fiat Industrial afferma che la cifra in questione «è la somma che le diverse società del gruppo pagano nei diversi Paesi e che solo il 5% è di competenza dell'Italia».

Più precisamente, i suddetti 500 milioni derivano «dal consolidamento delle tasse di ogni singola azienda del gruppo in conformità con le leggi locali; e di questa cifra il 46% è di competenza delle società operanti in Nord America, l'11% di quelle in America Latina, il 27% di quelle in Europa, il 5% - come detto - di quelle in Italia».

La precisazione arriva da Fiat Industrial a commento delle indiscrezioni degli ultimi giorni in merito alla volontà di trasferimento, dall'Italia alla Gran Bretagna, del domicilio fiscale della nuova società che nascerà dalla fusione delle attività di Fiat Industrial e di Cnh. «Da molti anni - puntualizza la nota - Cnh Global ha la sede legale in Olanda (sede destinata a restare tale anche in futuro, ndr); in Italia invece, come negli altri Paesi, hanno l'ubicazione le società nazionali che svolgono attività in ogni singola nazione e che continueranno a pagare le tasse dove operano».

Quello che sta accadendo ora riguarda, in pratica, la richiesta dei vertici di Fiat Industrial di portare nel Regno Unito il domicilio fiscaledella Newco e, a questo proposito, il presidente Sergio Marchionne è in attesa che le autorità si esprimano in merito. «Dopo aver esaminato i vari trattati bilaterali contro la doppia imposizione - precisa il comunicato di Fiat Industrial - il gruppo afferma di ritenere che il domicilio fiscale nel Regno Unito metterebbe gli azionisti della futura nuova società sullo stesso livello di quelli dei maggiori concorrenti».

Le precisazioni arrivate da Torino non hanno comunque impedito il diffondersi di nuove polemiche, visto che solo pochi giorni fa dagli Stati Uniti era stata rilanciata l'ipotesi del trasloco della sede legale di Fiat Spa (auto) a Detroit.

E mentre Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, osserva che «è importante che gli stabilimenti restino in Italia e funzionino», Gennaro Migliore (Sel) mette in guardia il governo da «una possibile crisi industriale devastante, dovuta anche all'egoismo».

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