Fisco, cambia il sistema: come sarà la nuova Irpef. Ma è scontro nel governo

Nel documento si prevede la progressività dell’imposizione fiscale secondo un modello scandinavo, il prelievo su base individuale con incentivi per la crescita e per la perequazione

Fisco, cambia il sistema: come sarà la nuova Irpef. Ma è scontro nel governo

I componenti delle commissioni Finanze di Camera e Senato sembra abbiano trovato un accordo su una bozza di riforma del fisco. Secondo fonti parlamentari, nel documento si prevede la progressività dell’imposizione fiscale secondo un modello scandinavo, il prelievo su base individuale con incentivi, il fisco per la crescita e per la perequazione. Come anticipato alcuni giorni fa, le commissioni stanno iniziando un lavoro collegiale per la stesura di un documento finale del lungo ciclo di audizioni, con l'obiettivo di fungere da input propositivo per il governo, in vista della riforma del fisco, da portare a compimento quest’anno, almeno stando agli auspici dell’esecutivo.

Entrando nello specifico del lavoro svolto dalle commissioni, l’idea è di proporre l'adozione di un modello di tassazione scandinavo, ovvero quello della Dual Income Taxation (che limita la progressività ai soli redditi di lavoro e applica ai redditi di capitale un’aliquota proporzionale pari a quella del primo scaglione della imposta sul reddito). Si sarebbe poi concordato sull'obiettivo redistributivo della riforma fiscale, con incentivi per la crescita, l’offerta di lavoro e la produzione del reddito. Unione di intenti anche sul fatto di mantenere l’unità impositiva individuale con incentivi all’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito del nucleo familiare. La prossima settimana, un nuovo ufficio di presidenza dovrebbe proseguire l'esame delle altre linee generali del documento, la cui stesura definitiva dovrebbe essere poi realizzata e votata entro il mese di maggio.

Immediata la reazione irritata della Lega. “Apprendiamo da fonti di stampa – dichiarano il responsabile Economia dal Carroccio Alberto Bagnai e il deputato Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze della Camera – che le commissioni avrebbero trovato un accordo sui cardini di una ipotesi di riforma del fisco. Riteniamo di dover smentire questa notizia”. Gli esponenti leghisti sono un fiume in piena. “Contestiamo il fatto – dicono – che la bozza di documento non sia stata condivisa con i colleghi del Senato, che non hanno potuto prenderne visione prima dell'Ufficio di Presidenza. Troviamo surreale che mentre in Europa è all'ordine del giorno il tema della trasparenza dei lavori di organi collegiali come l'Eurogruppo, qui in Italia si faccia un passo indietro affidando un tema politico di questa rilevanza a un organismo informale come un ufficio di presidenza congiunto, in cui non c'è tempo né modo di registrare le posizioni espresse dai partecipanti”.

La Lega si dice fermamente contraria a qualsiasi ipotesi di riforma dell'imposta sul reddito delle famiglie finanziata tramite incremento dell'Iva o di forme di tassazione patrimoniale. “In mancanza di un impegno preciso in questo senso – concludono Bagnai e Gusmeroli – il partito valuterà se partecipare ai lavori, per il semplice motivo che questi esondano dall'alveo inizialmente definito, circoscritto, lo ribadiamo, alla sola Irpef e che non vede altro modo per esprimere il proprio dissenso da qualsiasi forma di incremento della tassazione”. Sulla stessa lunghezza d'onda dei leghisti e la vicepresidente della commissione Finanza del Senato Roberta Toffanin. "Proprio stamattina - spiega la senatrice di Forza Italia - ho stigmatizzato che nella riunione dell’ufficio di presidenza congiunto delle commissioni, convocato lo scorso martedì per una programmazione dei lavori, in realtà si sia entrati, in maniera del tutto inusuale, nel merito delle linee guida dell’ipotesi di riforma, senza tenere in considerazione che nell’ufficio di presidenza non sono presenti tutti i componenti della commissione e che non è quella la sede adeguata. Ritengo infatti che questioni così importanti, che impattano sulla vita di milioni di cittadini, debbano essere analizzate nelle sedi opportune, in totale trasparenza e reale condivisione. Nel mio intervento di oggi, inoltre, ho chiesto che le deduzioni finali espresse dal presidente Marattin nel corso dell’ufficio di presidenza di martedì scorso non vengano tenute in considerazione".

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