Il Fisco ora controllerà tutto: chi sono i primi a rischio

L'intelligenza artificiale aiuterà l'Agenzia delle Entrate a stanare gli evasori fiscali: 340mila verifiche programmate nei prossimi tre anni, più di 300 al giorno in tutta Italia. Ecco chi è subito a rischio

Il Fisco controllerà tutto: chi sono i primi a rischio

Sempre più scarse le possibilità che il Fisco, ovvero l'Agenzia delle Entrate, in futuro possa farsi sfuggire qualcosa: scende in campo l'intelligenza artificale che, sotto varie modalità e forme, farà in modo di stanare gli evasori e chi è in arretrato o non ha mai pagato le somme dovute.

Le nuove armi del Fisco

Recentemente ci siamo occupati di capire quali saranno le applicazioni hi-tech per rendere più efficace questa lotta: nel nostro pezzo di approfondimento abbiamo intervistato l'avvocato Massimo Leonardi che ci ha parlato di una vera rivoluzone in campo tecnologico. Machine learning e text mining sono soltanto alcuni dei termini che impareremo ad utilizzare nel prossimo futuro con tutte le problematiche amministrative e giuridiche che, una tale macchina, inevitabilmente causerà. "Certo, il paradosso è che non si assumeranno più fiscalisti ma ingegneri elettronici, cambierà completamente il modo di operare ma è molto pericoloso, è un’arma a doppio taglio. Va bene la tecnologia ma qui stiamo parlando di legge, è una cosa seria, un atto amministrativo è una cosa seria: qui si tratta di ragionamenti logico-giuridici che una macchina artificiale non potrà mai fare", ci aveva detto. Ricordiamo che il Consiglio dei Ministri ha dato via libera al Recovery plan italiano che ammonterà complessivamente a 248 miliardi di euro, da qui l’esigenza che questo denaro sia il più possibile “salvaguardato”. ”Ti dò 248 miliardi ma tu mi attui i sistemi di anti-evasione, perché non è che poi un terzo di questi ne beneficia l’evasione fiscale”, ci ha spiegato Leonardi. Il tema è questo: “È un intervento legislativo che ci richiede l’Ue a fronte del Recovery, parte tutto da lì”.

"Un aiuto in più per il Fisco"

"Non è che oggi i controlli manchino, anzi, ma la tecnologia aiuterà a rendere la macchina dell'Agenzia più precisa e veloce", racconta Pietro Piccone Ferrarotti, partner dello studio legale tributario Gatti Pavesi Bianchi Ludovici ad Affari&Finanza. "Questo nuovo impulso - prosegue l'avvocato - consentirà di effettuare controlli molto mirati basandosi sulle informazioni che sono già in possesso dell'amministrazione finanziaria e che, opportunamente incrociate, potranno segnalare anomalie e indicatori di rischio di evasione su cui fare le verifiche". Il machine learning è un nome nato adesso, è un linguaggio di programmazione che viene utilizzato attraverso questi algoritmi di tipo statistico. "La macchina viene programmata con una serie di input che innestano dei controlli che vengono attuati quando un determinato parametro statistico viene superato”, ci aveva detto Leonardi, che fa l’esempio di un contribuente a partita Iva che ha un fatturato di 30mila euro l’anno ma ha una barca intestata a Montecarlo assieme ad altri beni. Tutto ciò verrebbe intercettato immediatamente.

Chi rischia per primo

"Se per esempio - afferma PIccone Ferrarotti - un contribuente movimenta grosse quantità di denaro all'estero ma non ha compilato nessuna dichiarazione sugli investimenti fuori dal territorio italiano, e magari emerge anche che ha fatto acquisti di beni di lusso, gli ispettori del fisco probabilmente vorranno vederci chiaro". Non a caso, il Piano della performance 2021-2023 che ha predisposto l'Agenzia delle Entrate prevede 340mila verifiche in tre anni su professionisti e piccole imprese, quindi 113.000 controlli all'anno, ovvero più di 300 al giorno. Secondo un'altra società, la Soluzioni tasse consulting company, un'attenzione particolare sarà anche prestata a verificare l'utilizzo delle risorse messe a disposizione delle imprese per contrastare gli effetti economici del Coronavirus. "I primi ad essere messi sotto controllo - si legge sul loro sito - saranno coloro che hanno usufruito dei bonus erogati a seguito del blocco totale delle attività". "A seguire - continua Piccone Ferrarotti - potrebbero essere messe sotto tiro le strutture societarie e schemi transnazionali costituiti per frodare l'Iva, anche intracomunitari".

"Va bene la tecnologia ma con normative chiare"

Oltre al machine learning di cui parlavamo prima, c'è la network analysis con la quale sarà possibile verificare e stanare chi elude o evade le tasse analizzando le relazioni indirette e nascoste tra le società; il data visualization, invece, fornirà rappresentazioni grafiche delle analisi svolte dall'intelligenza artificiale per favorire il lavoro degli addetti ai controlli. Come ci ha detto l'avvocato Leonardi, se rendere più efficiente la macchina dei controlli è un fatto positivo resta però aperto il tema centrale: rendere più chiara la normativa. "Il nostro sistema oggi è molto complesso. Ci troviamo di fronte a un eccesso di leggi che alle volte possono rendere difficile prevedere come andrà a concludersi un contenzioso", spiega Piccone Ferrarotti. "Ci sono normative la cui applicazione è ormai superata dalla tecnologia e su cui serve un chiarimento", assicura l'avvocato.

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