Ogni discussione in merito alla governance di Unicredit e al rinnovo del cda in scadenza a maggio 2015 è rinviata a gennaio. Nel frattempo, il colosso bancario inizia a raccogliere i primi frutti del riassetto immobiliare in corso sia in termini di risparmio dei costi, sia di gestione degli spazi (3,4 miliardi di cessioni e risparmi per 200 milioni).
Lo hanno spiegato a Milano i vertici aziendali che, a quasi un anno dal trasferimento della direzione generale nella nuova Unicredit Tower, hanno aggiornato la comunità finanziaria sull'opera di razionalizzazione immobiliare. I vertici aziendali, dopo aver snocciolato i prossimi obiettivi (entro il 2018 sono previste cessioni di asset immobiliari per altri 1,6 miliardi e ulteriori tagli dei costi per 200 milioni), hanno annunciato una rivoluzione delle sedi romane in linea con quanto avvenuto sotto la Madonnina. Entro i prossimi quattro anni, infatti, nella Capitale le sedi saranno ridotte da 6 a 2 (erano 28 nel 2008) con un obiettivo di taglio dei costi a 25 milioni (dagli attuali 38 e dai 114 milioni di sei anni fa). Prevista la cessione anche dell'edificio dell'Eur e di viale Tupini, mentre sarà mantenuto Palazzo De Carolis. Il progetto interesserà 3mila dipendenti e potrebbe essere presentato al primo cda. Intanto, il top management non si è voluto sbilanciare sulla governance.
In gennaio l'esame della governance Avanti col riassetto degli immobili
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