Il risiko bancario italiano si arricchisce di un nuovo, decisivo capitolo che vede protagonista Crédit Agricole (in foto l'ad Italia Hugues Brasseur). Il gruppo francese ha ufficialmente notificato all'Autorità italiana e a Banco Bpm di "avere superato il 25% dell'istituto di Piazza Meda, portandosi al 29,3%" del capitale. Come precisato dalla Banque Verte, la quota aggiuntiva comprende "azioni e strumenti derivati". L'operazione, che inciderà sul Cet1 di fine secondo trimestre per circa 35 punti base, rimarca una strategia ben definita. L'Agricole fa notare di avere "una presenza di lungo periodo e profondamente radicata sul mercato italiano" e di restare sempre impegnata "per supportare l'economia" del Paese. L'incremento della partecipazione è "coerente con la strategia di investitore di lungo termine e partner di Banco Bpm" per supportarlo nello sviluppo. Allo stesso tempo, questa mossa "rafforza la solida partnership industriale nel credito al consumo" e nel comparto assicurativo, e "mette in luce l'apprezzamento per le qualità di Banco Bpm", descritta come realtà dalle prospettive positive.
La mossa dei francesi, già autorizzati dalla Bce a salire fino al 29,9%, blinda di fatto Piazza Meda. L'accelerazione protettiva giunge in un momento di forte fermento, innescato dall'Opas di Intesa Sanpaolo su Montepaschi, operazione che ha sparigliato le carte del progetto di fusione alla pari tra Mps e Bpm.
Il rafforzamento d'Oltralpe ha però acceso i fari della politica. Il governo intende comunque tutelare Piazza Meda: non per dirigismo ma perché controlla i 200 miliardi di euro di masse gestite da Anima. Un orientamento già seguito in passato.