L'analisi dell'Ocse sull'economia italiana: "Ripresa sarà lenta e non omogenea"

Secondo l'Ocse il Pil italiano dovrebbe aumentare del 4,3% nel 2021 e del 3,2% nel 2022. Ma il mondo del lavoro ripartirà solo nel 2022

L'analisi dell'Ocse sull'economia italiana: "Ripresa sarà lenta e non omogenea"

Una ripresa economica ''lenta'' e ''non omogenea'', caratterizzata da significativi rischi al ribasso e da un incertezza di fondo derivante dall'andamento della pandemia. È questa la previsione forumlata dall'Ocse nell'Economic Outlook appena diffuso in merito alla situazione dell'Italia in vista dell'imminente futuro. Un futuro in cui il coronavirus potrebbe continuare a destabilizzare il sistema economico italiano, già vessato da blocchi e lockdown. Tutto questo peserà sulla ripresa dell'attività, degli investimenti e dell'occupazione fino al raggiungimento dell'immunizzazione generale.

I numeri dell'Italia

L'Ocse ha evidenziato che le misure fiscali varate in Italia in risposta all'emergenza coronavirus, nonostante abbiano ''mitigato gli effetti su imprese e famiglie", stanno determinando un aumento dei livelli del debito pubblico, ma che i tassi di interesse ''dovrebbero rimanere bassi". Il deficit dei conti pubblici italiani nel 2020 è stimato intorno al 10,7% del Pil, mentre il disavanzo 2021 è visto al 6,9 e al 4,4% l'anno successivo.

Deficit che - continua l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - dovrebbero portare quest'anno il rapporto debito/Pil al 178,7%, livello quasi stabile nei due anni successivi rispettivamente al 178,3 e 177,3%. Alla luce di questo indebitamento l'Ocse ribadisce come sia necessaria ''una crescita più elevata per migliorare la posizione di bilancio a medio termine".

Pil in aumento nel 2021 e 2022

Archiviata la ''netta contrazione del 2020'', stimata a -9,1%, il Pil italiano dovrebbe aumentare del 4,3% nel 2021 e del 3,2% nel 2022. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, una "creazione concreta di posti di lavoro, soprattutto per le persone poco qualificate, le donne e i giovani tornerà solo nel 2022, quando si prevede che un vaccino efficace sarà stato ampiamente diffuso", con il conseguente impatto su consumi e risparmi.

Per l'Organizzazione investimenti ed esportazioni dovrebbero riprendersi gradualmente insieme al settore manifatturiero. Il settore dei servizi, al contrario, si riprenderà più lentamente poiché la domanda interna e il turismo rimarranno deboli fino a quando un vaccino non sarà distribuito. In ogni caso, il "ritmo di crescita" dell'economia italiana "avrà una grande influenza sull'evoluzione del rapporto debito pubblico/Pil che rimarrà elevato, appena al di sotto del 160% del Pil".

Debito, investimenti ed esportazione

Nel documento si legge inoltre che nel 2021 le esportazioni italiane dovrebbero aumentare dello 0,4 per cento, mentre l'anno successivo la crescita sarà dello 0,2 per cento. Il tasso di disoccupazione sarà del 9,4 per cento quest'anno per poi arrivare all'11 per cento nel 2021 e al 10,9 per cento nel 2022.

La politica fiscale ''dovrà continuare a supportare fino a quando la ripresa è in corso'', mentre appare fondamentale ''aumentare l'efficacia della pubblica amministrazione'', recita ancora il rapporto Ocse. "In questo momento dobbiamo ancora fare tutto il possibile contro il virus, senza preoccupazioni sul debito", ha spiegato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurría, rispondendo a una domanda sulla sostenibilità del debito in conferenza stampa.

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