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Economia

L'Inps aumenta il prelievo su parroci e missionari

Il costo dei contributi previdenziali per parroci e missionari aumenta di 19 euro all'anno. E chi lavora all'estero dovrà avvisare l'Inps prima di pagare

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Il costo dei contributi previdenziali Inps, cioè di quei versamenti effettuati dai lavoratori per beneficiare in futuro di un trattamento pensionistico, è aumentato anche per parroci e missionari.

Come fa notare il quotidiano Libero, l'Inps ha rideterminato l'entità dei contributi a carico degli iscritti al Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse da quella cattolica (Fondo Clero) per quanto riguarda i versamenti obbligatori riferiti al 2018. E lo ha fatto mercoledì scorso, applicando il decreto interministeriale del 7 agosto 2019.

Il contributo, pari a 1.741,08 euro annui, di cui 290,18 bimestrali e 145,09 mensili, dovrebbe essere confermato anche per il 2019 e per i prossimi due anni, almeno fino a quando non sarà emanato un nuovo decreto che ne aumenterà l'importo. L'Inps ha avvisato parroci e missionari con una circolare che li mette in guardia sul rischio al quale potrebbero andare incontro nel caso in cui non effettueranno i pagamento entro il 31 marzo 2020: l'aggravio degli interessi.

Cosa cambia per parroci, sacerdoti e missionari

Numeri alla mano, in Italia esercitano 31 mila tra sacerdotie parroci, di cui 17.700 sono iscritti alla gestione "Clero" dell'Inps. I "sacerdoti e ministri del clero" in pensione sono 12.165, e la parte degli iscritti di altre confessioni è residuale. Insomma, la gestione ha più lavoratori attivi che pensionati, anche perché il traguardo della pensione è spesso raggiunto oltre i 70 anni. Dal momento che il problema più grande è lo sbilanciamento tra le entrate e le uscite, l'Inps ha pensato di aumentare il prelievo sui parroci. Di quanto? 19 euro all'anno, cioè 3,17 trimestrale e 1,58 euro al mese. Questo dovrebbe bastare per coprire il disavanzo e rimettere in ordine i conti ballerini della gestione.

Discorso a parte meritano i sacerdoti che insegnano, dal momento che i loro contributi pensionistici sono versati dal ministero o dalla scuola privata in cui esercitano l'attività, e i missionari. Questi ultimi devono fare i conti con una spinosa burocrazia, perché nella circolare dell'Inps c'è una precisazione che non deve sfuggire. I religiosi che si trovano all'estero devono effettuare i versamenti richiesti "previa autorizzazione preventiva" via "mail ordinaria o Pec alla Direzione provinciale di Terni nell'ambito della quale è costituito il polo unico per gli adempimenti riferiti al Fondo Clero". In altre parole, i missionari che si trovano all'estero devono prima avvertire la sede Inps di Terni, quindi pagare i contributi maggiorati. Se così non sarà fatto, il bonifico “non verrà attribuito in estratto conto previdenziale”. Pagare di più e anche dover avvisare.

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