Lite tra Fiat e fornitori: le fabbriche vanno in tilt

Questa volta non sono le bisarche ferme nei piazzali, ma è un fornitore a mettere in ginocchio la produzione di Fiat e, in parte, anche quella di Iveco. Il contenzioso esistente tra il Lingotto e il gruppo torinese Selmat, preposto alla realizzazione di componenti in plastica (plance, calandre, copriruota e passaruota) da utilizzare nella produzione di automobili e camion, continua a bloccare alcuni tra i più importanti stabilimenti della galassia Fiat: quelli di autovetture in Europa, incluse le Officine Maserati di Grugliasco, e l'impianto serbo che sforna la 500L, nonché l'Iveco di Madrid. Nella fabbrica spagnola nascono i potenti automezzi «cava-cantiere» Trakker e il gigante della strada Stralis.
Dunque, tutto fermo in questi stabilimenti, mentre negli altri l'assemblaggio va a rilento, perché dalla Selmat non arrivano i materiali. Il Lingotto, visti i problemi di fornitura insorti anche nelle scorse settimane, parla di «gravissimi danni al gruppo Fiat e agli altri fornitori».
Lo scambio di accuse reciproche, che determinerà, per Fiat e Iveco, un calo dei volumi prodotti, vedrebbe Fiat rimproverare a Selmat (oltre 600 dipendenti suddivisi in quattro società: Selmat Automotive, Hcm, Martinplast e Selmat veicoli speciali) questioni legate alla qualità e ritardi nelle consegne. La stessa azienda di componenti avrebbe anche chiesto un ritocco verso l'alto dei prezzi e un contributo del Lingotto ai costi di ristrutturazione.
Sulla vicenda intervengono anche i sindacati i quali sottolineano come il braccio di ferro tra le due aziende non debba avere ripercussioni sulle rispettive forze lavoro.
«Questo contenzioso - afferma il segretario della Fim Cisl Torino e Canavese, Claudio Chiarle - non deve danneggiare i lavoratori, i quali non possono essere “usati” per ridiscutere prezzi e costi delle forniture tra imprese. Sicuramente - aggiunge il sindacalista- mentre abbiamo stabilimenti Fiat consolidati nelle attività produttive, dalla Maserati di Grugliasco all'Iveco di Bolzano, non è altrettanto chiaro il futuro del gruppo Selmat, a partire dalla nuova acquisizione della Top Plastic di Beinasco che lavora per Maserati. Selmat ha dichiarato alle organizzazioni sindacali che presenterà, a breve, un piano industriale per il gruppo. Non vorremmo che il contenzioso, aperto con Fiat, abbia anche lo scopo di giustificare esuberi e tagli del personale».

Commenti