L'oro ai massimi storici. Quota 2.000 dollari è sempre più vicina

Le tensioni Usa-Cina e la pandemia spingono le quotazioni al record di 1.945 dollari/oncia

L'oro sfonda quota 1.900 dollari e tocca nuovi massimi storici dirigendosi di gran corsa oltre la soglia dei 2.000 dollari. Un rally, quello del metallo giallo, a cui brindano in particolare i maggiori detentori mondiali di riserve auree, cioè Stati Uniti (8,1 milioni di tonnellate), Germania (3,3 milioni di tonnellate) e anche l'Italia (2,45 milioni di tonnellate) che si piazza al quarto posto dopo l'Fmi (2,8 milioni). Ma non solo. Secondo l'analisi dell'ufficio Studi Confinvest sui dati del World Gold Council, sono stati Russia, Cina e Turchia, i Paesi che più negli ultimi mesi hanno acquistato nuovo oro.

Dunque, la battaglia commerciale tra Cina e Usa, che insieme ai timori per una nuova ondata di Covid e alla politica monetaria, ha innescato questa corsa, sta favorendo entrambe le parti coinvolte. Almeno sul fronte delle commodities auree. «La de-dollarizzazione del mondo e le politiche monetarie della Fed spiega Giacomo Andreoli, ad di Confinvest, società che investe in oro fisico ha spinto molti Paesi ad acquistare nuovo metallo giallo. In particolare, la Russia ha più che quadruplicato le proprie riserve dal 2010 a oggi, passando dalla dodicesima alla sesta posizione tra i maggiori detentori al mondo». Un trend cavalcato solo da alcuni Stati se si pensa che, invece, nell'Unione europea non sono stati fatti acquisti.

Ma se nella notte tra domenica e lunedì l'oro ha raggiunto un nuovo massimo storico essendo cresciuto più del 2% a un prezzo attualmente attestatosi a 1.945,72 dollari l'oncia, dove si dirigerà nelle prossime settimane?

«Il superamento della soglia di 2.000 dollari l'oncia è solo una questione di quando, non di se», spiega Barani Krishnan, senior commodities analyst di Investing.com. «Ci sono però molti fattori push-and-pull sullo sfondo di questo rally. Ci sono aspettative di azioni di stimolo in tutto il mondo dopo il piano di aiuti dell'Ue da 750 miliardi per il coronavirus e anche il Congresso sta discutendo il proprio pacchetto Cares 4.0 per il Covid-19 che dovrebbe portare altri 1.000 miliardi di dollari nel mix di stimoli. Il dollaro continua ad aumentare, spingendo i metalli preziosi al rialzo, anche se le tensioni tra Stati Uniti e Cina stanno sostenendo il biglietto verde da un completo tracollo. Quindi, l'oro a 2.000 dollari è un'ipotesi molto probabile, ma ci possiamo aspettare una certa volatilità su livelli così elevati».

L'oro, dunque, continuerà a essere supportato dall'aumento delle tensioni geopolitiche, e «a nostro avviso spiega Ubs - i principali fattori trainanti del prezzo dell'oro sono la sua correlazione negativa con i tassi di interesse reali e il dollaro. Questi tre fattori, in combinazione con la crescita limitata dell'offerta, man mano che l'attività estrattiva continua a frenare la spesa in conto capitale, spingeranno i prezzi dell'oro verso l'alto».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giacomo Andreoli secondo cui si potrebbe addirittura «raggiungere quota 2.000 dollari l'oncia entro la fine di agosto se gli acquisti del metallo nobile proseguiranno a questo ritmo».

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Commenti

necken

Mar, 28/07/2020 - 13:43

speriamo che le riserve valutarie dell'Italia non diventino un pegno futuro per il ns Paese, l'avidità dei mercati non ha limiti alla decenza