Manovra, arriva la stroncatura di Moody's

L'agenzia di rating dubbiosa sui proventi derivanti dalla lotta all'evasione fiscale. Bassa crescita e alto debito pubblico: Italia esposta a eventuali shock

Manovra, arriva la stroncatura di Moody's
L'agenzia di rating Moody's

Moody's ha stilato un rapporto in cui ha analizzato ai raggi X l'ultima manovra italiana. L'agenzia internazionale di rating ha sottolineato alcuni punti controversi, tra cui la parte relativa alla lotta all'evasione fiscale.

In particolare, ricorda Moody's, è difficile stimare i proventi derivanti da questo aspetto. Eppure, il governo giallorosso ha deciso di puntare comunque sulla voce evasione fiscale per sperare in maggiori entrate. “Bisogna capire se entrate supplementari del genere possono essere effettivamente realizzate. Anche perché – spiega il vicepresidente senior di Moody's, Kathrin Muehlbronner - le entrate derivanti dal rafforzamento dell'adempimento fiscale sono notoriamente difficili da stimare”.

Certo, l'attuale governo si è affidato a ipotesi più concrete rispetto all'esecutivo precedente, sostiene l'agenzia, ma la sensazione è che Roma si basi troppo su un'eventuale flessibilità garantita dall'Ue. “Il progetto di bilancio del governo italiano – ha aggiunto Muehlbronner – si affida ancora a un significativo grado di flessibilità da parte della Commissione europea, dal momento che i piani di disavanzo sono in contrasto con gli impegni di bilancio dell'Italia di ridurre il disavanzo su base sostenuta”.

Le altre criticità della manovra

Per quanto riguarda il rating dell'Italia, cioè Baa3 stabile, questo “riflette la sua ampia e diversificata economia”. L'alta ricchezza delle famiglie e i bassi livelli di indebitamento rappresentano un potenziale paracadute in caso di shock economici, ma non basta.

La manovra, infatti, risente inoltre di due debolezze endemiche dell'Italia, ossia la bassa crescita e l'alto debito pubblico, ed è per questo che Roma è esposta a eventuali contraccolpi finanziari.

In generale, si legge nel rapporto, a meno di un “piano coerente di riforme strutturali” la crescita del Paese rimarrà contenuta da qui ai prossimi anni. E proprio la bassa crescita manterrà il rapporto debito pubblico/pil a un livello prossimo all'attuale 135% del pil, cioè “uno dei rapporti più elevati tra i debiti sovrani di Moody’s”.

Ci aspettiamo – ha concluso Miehlbronner – che il governo italiano e la Commissione europea trovino un compromesso senza andare a uno scontro simile a quello visto l'anno scorso”.

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