Mediolanum fa margini record ma il crollo di Nexi pesa sugli utili

Banca Mediolanum chiude il primo semestre 2022 con un utile netto di 237,9 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 268,7 milioni del primo semestre dello scorso anno

Mediolanum fa margini record ma il crollo di Nexi pesa sugli utili

Banca Mediolanum chiude il primo semestre 2022 con un utile netto di 237,9 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 268,7 milioni del primo semestre dello scorso anno, «unicamente a causa del titolo Nexi detenuto nel portafoglio valutato al fair value», spiega la Banca. Nexi, il campione italiano dei pagamenti elettronici, è uno dei protagonisti in negativo di Piazza Affari: dopo la fusione con Sia, nel solo ultimo anno ha più che dimezzato le sue quotazioni, da oltre 18 a meno di 9 euro. Per Mediolanum, comunque, il margine operativo sale a 307,5 milioni, superiore del 25% rispetto allo stesso periodo del 2021, segnando il record semestrale assoluto. La raccolta netta a luglio è pari a 745 milioni, mentre, il totale del patrimonio amministrato scende a 100,8 miliardi, in calo del 7% rispetto al dicembre 2021 e dell'1% rispetto al 30 giugno 2021, influenzato dalla discesa dei mercati finanziari in tutto il primo semestre di quest'anno. La raccolta netta in prodotti gestiti ha in parte mitigato il calo delle masse e ha contribuito a portare le commissioni ricorrenti a 734,7 milioni, in crescita del 5% rispetto ai 6 mesi del 2021. «Quello appena concluso è in termini sostanziali e qualitativi un semestre straordinariamente positivo poiché i risultati sono stati raggiunti in un contesto geopolitico e macroeconomico di grande difficoltà ed incertezza». Così l'ad di Banca Mediolanum, Massimo Doris (foto), commenta i risultati. «L'ulteriore accelerazione del margine operativo è stata possibile grazie alla nostra cultura identitaria del cliente che, nei periodi di difficoltà, fa ancor più la differenza». Per il conto economico, inoltre, è «molto significativo il contributo del margine da interessi», in crescita del 26% a 163,8 milioni, «a testimonianza di un ottimo posizionamento del portafoglio impieghi, pronto a beneficiare del rialzo dei tassi», aggiunge Doris.

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