Il mercato energetico ai tempi del Covid-19

In Italia la domanda di energia è calata del 7% nel primo trimestre del 2020. Ma la crisi apre un’opportunità unica per un mondo più sostenibile

La pandemia da nuovo coronavirus ha messo in ginocchio il mondo dall’inizio del 2020, causando “un impatto senza precedenti” sul sistema economico globale e nazionale. Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, in Italia il Pil sarebbe sceso del 5% nel primo trimestre del 2020, percentuale aumentata ancora negli ultimi mesi, raggiungendo un calo “di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica”. Questo choc economico ha già mostrato i primi effetti anche sul sistema energetico nazionale e sul mercato dell’energia.

Il panorama energetico italiano

“Il lockdown per il Covid-19 e la crisi economica in atto rappresentano il più grande choc per il sistema energetico globale degli ultimi decenni”. Con queste parole, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha commentato i dati sul calo della domanda nel mercato dell’energia, relativi ai primi 100 giorni del 2020. Secondo la IEA, infatti, il primo trimestre di quest’anno ha registrato, a livello globale, una flessione del 3,8% del fabbisogno energetico, rispetto allo stesso periodo del 2019.

In Italia, la situazione non è rosea. Un’analisi sul primo trimestre del 2020, effettuata dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), ha evidenziato una diminuzione del 7% dei consumi di energia primaria rispetto allo stesso periodo del 2019. “Oltre la metà di tale riduzione - si legge nell’analisi - è maturata nel corso del mese di marzo, durante il quale il fabbisogno di energia è risultato inferiore del 15% rispetto al marzo dell’anno precedente”. Ma c’è di più. L’Enea, infatti, stima un possibile ulteriore calo nel secondo trimestre del 2020, che potrebbe raggiungere il 20%, dato che gli effetti del lockdown si sono manifestati a partire dalla prima metà di marzo. Complessivamente, il primo semestre 2020 potrebbe raggiungere una diminuzione di consumi superiore al 10%.

Dati simili emergono anche dalla rilevazione trimestrale di Energy&Strategy (E&S) Group del Politecnico di Milano, che ha individuato un calo della domanda di energia elettrica pari a -7,3% nel periodo 17 febbraio-29 marzo.

Se si guarda alle singole fonti primarie, la riduzione evidenziata nel primo trimestre risulta più marcata per il petrolio (-12%), seguito dal gas (-6%). Per quanto riguarda l’energia elettrica, invece, il calo ha toccato il -17% nel periodo compreso tra il primo lunedì di marzo e la seconda domenica di aprile.

Anche Cesi, società leader mondiale nel campo della tecnologia e dell’innovazione nel settore dell’energia elettrica, ha svolto un’analisi sugli effetti che il lockdown ha avuto nel mercato energetico nazionale. Le misure di isolamento sono gravate soprattutto sull’industria e sui servizi, settori che rappresentano il 75% della domanda elettrica. Lo studio sottolinea come le misure di isolamento, attuate per contenere la diffusione del Covid-19, abbiano portato alla caduta dei consumi in campo energetico. In Italia, il fabbisogno di elettricità è stato il 25% in meno rispetto allo stesso periodo (21 marzo-10 aprile) del 2019 e di -23% considerando la media dei 5 anni precedenti. Dall’analisi di Cesi emerge che il decremento italiano è stato il più significativo in Europa.

L’opportunità per un futuro più pulito

La pandemia da nuovo coronavirus ha portato, a livello globale, al crollo della domanda “di quasi tutti i principali combustibili”, ma secondo quanto riferisce il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, “le energie rinnovabili hanno retto”: il loro consumo, nel mondo, è aumentato dell’1,5%. E ora, i governi “hanno l’opportunità di riavviare le loro economie e portare un’ondata di nuove opportunità di lavoro, accelerando al contempo il passaggio a un futuro energetico più resistente e più pulito”.

L’analisi effettuata da Cesi ha portato alla luce, come ha spiegato l’amministratore delegato Matteo Codazzi, “che la situazione determinatasi sui mercati durante il lockdown è, in termini relativi, una buona approssimazione di quello che le previsioni pre-Coronavirus indicavano come probabile tra cinque anni, in uno scenario economico in piena continuità. In tal senso, si possono ricavare indicazioni utili per lo sviluppo del sistema energetico nel prossimo decennio proprio esaminando l'impatto che la pandemia ha avuto sul settore”. Si tratta di un balzo in avanti di 6 anni, che mostra quello che potrebbe accadere “in termini di penetrazione delle Fonti energetiche rinnovabili (FER) rispetto al carico: 44% nel 2020, 30% nello stesso periodo del 2019”. In particolare, durante il lockdown, abbiamo assistito a una drastica riduzione nella capacità di importazione dall’estero. Tale situazione è dovuta alla necessità di bilanciare il sistema energetico nazionale e garantirne la stabilità, con conseguente crollo delle importazioni e frammentazione del mercato. Questo, secondo Cesi, spinge verso la “necessità di implementare ancora più rapidamente misure di flessibilità che garantiscano condizioni sicure quando sono immesse in rete quote elevate di Fonti energetiche rinnovabili (FER). In questo senso, la nostra analisi sottolinea quanto sia indispensabile anticipare e accelerare sia l’utilizzo concreto di queste misure (esempio: pompaggi, batterie, turbogas, ecc.) sia la realizzazione di progetti infrastrutturali di interconnessione” – afferma Codazzi.

In questo panorama si inserisce anche il quadro sulle emissioni di CO2 che, nell’arco del 2020 dovrebbero registrare un calo record, a causa del lockdown. Proprio questa diminuzione rappresenta, a detta dell’Iea, il punto da cui partire per un futuro sostenibile. L’analisi trimestrale effettuata da Enea ha messo in evidenza un calo record di CO2 durante i primi mesi del 2020, pari al -10%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una diminuzione maggiore rispetto a quella del consumo di energia, “perché quest’ultimo si è concentrato sulle fonti fossili, e tra queste su quella a maggiore intensità carbonica”. Le stime di Enea fanno pensare, per il secondo trimestre del 2020, a un’ulteriore riduzione delle emissioni, che potrebbe superare il -20%. Nell’insieme dei primi due trimestri dell’anno, invece, il calo di CO2 si fisserebbe sul -15%.

Il mercato energetico ai tempi del Covid-19 si presta a fare da base per ricavare indicazioni per lo sviluppo di misure utili a gestire un sistema ad alta penetrazione di rinnovabili e offre un’opportunità per una ripartenza dell’economia in chiave sostenibile. A livello globale, il Rapporto speciale della Iea, relativo al recupero sostenibile ha individuato una serie di azioni politiche e investimenti da effettuare tra il 2021 e il 2023, volte a stimolare la crescita economica, riducendo le emissioni annuali di gas serra. Per quanto riguarda l’Italia, invece, Cesi ha identificato alcune strade percorribili per anticipare “il processo di flessibilità del sistema elettrico e garantire così la crescente integrazione delle fonti rinnovabili”.

In questo modo, la crisi del settore energetico causata dal lockdown, imposto per contenere la diffusione del Covid-19, potrebbe trasformarsi nell’opportunità di impostare una ripresa in chiave sostenibile e green, che dia ampio spazio alle fonti rinnovabili.

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Commenti

Sabino GALLO

Ven, 31/07/2020 - 17:59

Battersi contro le "false o non corrette" notizie diffuse da coloro che ne traggono maggiori vantaggi è del tutto inutile! Tutte le "verità" hanno dei limiti, più o meno definibili, dei quali l'"animale-uomo" dovrebbe tener conto, per evitare errori gravi ! Conoscere dei "limiti approssimativi ed accettabili" per "qualsiasi verità" è sempre possibile ! Ma non sempre l'"animale-uomo" è disponibile alla ricerca di questi limiti razionali! Ama troppo la felicità senza limiti! Ma quando si accorge delle sua esagerata certezza, nega di averla accettata e ne cerca una nuova, spesso peggiore!