Piazza Affari pensa alla polizza green

Gli investimenti in sostenibilità per tutelare le società dai futuri rischi giudiziari

Piazza Affari pensa alla polizza green

Le tematiche Esg, ovvero la sostenibilità ambientale, sociale e di gestione, sono il nuovo mantra per i risparmiatori che aspirano a un investimento etico oltreché redditizio. Lo dimostra la settimana dedicata alla sostenibilità da Borsa Italiana al via lunedì 28 giugno. Il rischio di greenwashing (ma anche pink o rainbow, la più recente frontiera dell'inclusione Esg), operazioni di facciata per rendere sostenibili pratiche che non lo sono, c'è sempre, ma il vento sta cambiando.

Per le società che non fanno abbastanza in termini Esg, il rischio potrebbe essere non solo di immagine, ma anche legale con ripercussioni significative sulle casse aziendali. Un conto da miliardi di dollari azzarda Verisk Maplecroft, società di analisi del rischio che, in un recente report paragona lo scenario attuale delle Big Oil (e delle società ad alto consumo energetico) con quanto accaduto, a partire dagli Anni 50, con l'industria del tabacco. Dopo decenni di cause, nel 2006 le multinazionali del fumo sono state riconosciute negli Usa responsabili (anche) della fraudolenta rappresentazione dei rischi per la salute delle sigarette e a nulla è valso l'appello al diritto di parola.

Le analogie non mancano: a fine aprile la Città di New York ha citato in giudizio ExxonMobil, Royal Dutch Shell e American Petroleum Institute per aver intenzionalmente e sistematicamente ingannato i consumatori, anche attraverso politiche di greenwashing, sul ruolo nel cambiamento climatico.

I procedimenti, secondo quanto rilevato da Verisk Maplecroft, stanno aumentando esponenzialmente. E potrebbe essere solo l'inizio soprattutto dopo che, a fine maggio, la Corte distrettuale dell'Aia ha ritenuto Royal Dutch Shell responsabile delle emissioni di carbonio proprie e di quelle dei suoi fornitori, imponendole di alzare l'asticella degli obiettivi di riduzione delle emissioni (al 45% dai livelli del 2019 entro il 2030 rispetto al 20% preventivato dal gruppo). Si è trattato del primo riconoscimento della vincolatività dell'Accordo di Parigi del 2015 nei confronti di una singola società.

La temperatura si è impennata così come l'attenzione dei fondi attivisti sul tema e il coinvolgimento pubblico. Lo ha riconosciuto anche Larry Fink. L'ad di Blackrock, società di investimento con oltre 9.000 miliardi di dollari in gestione, nella sua ultima lettera annuale, ha invitato le società partecipate a rendere compatibile il proprio modello di business con quello di una economia a zero emissioni.

In Italia attenzione elevata da parte di Cdp che ha appena attribuito al Comitato Rischi nuove competenze in materia di sostenibilità approvandone la ridenominazione in Comitato Rischi e Sostenibilità e di Generali che, oltre al collocamento del suo primo bond sostenibile, ha annunciato il ritiro della copertura assicurativa sulle centrali elettriche a carbone di Cez, con l'obiettivo di raggiungere la rapida decarbonizzazione del portafoglio del gruppo. Anche Snam è scesa in campo con l'emissione del suo quarto transition bond, i cui proventi saranno destinati a finanziare progetti di transizione energetica con l'obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica al 2040.

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