Poste, utile giù del 26%. Ma blinda il dividendo

Pesa il Covid, bene i pacchi e l'e-commerce. Del Fante: "Siamo solidi, avanti con il piano"

Poste Italiane blinda la cedola, nonostante l'effetto Covid-19. La società ha superato il test di metà anno, uno dei più difficili a causa dello scoppio della pandemia, «preservando un bilancio solido», ha commentato l'ad Matteo Del Fante al suo secondo mandato in azienda.

Se, infatti, l'impatto del Covid è evidente nei numeri, l'e-commerce e il taglio dei costi (2 miliardi) hanno parzialmente compensato le perdite e l'azienda si attende, da giugno, una ripresa che consente oggi di confermare la politica di remunerazione degli azionisti. «Manteniamo invariata la nostra strategia di dividendo in vista dell'aggiornamento» del piano industriale Deliver 2022 «previsto nel quarto trimestre», il commento di Del Fante: la cedola pagata a inizio 2021 sarà pari a 0,486 euro, in aumento del 5% rispetto a quella dello scorso anno. Il dividendo sul 2019 è stato di 0,463 euro per azione.

Leggendo i numeri, l'utile netto nel trimestre è sceso del 26,2% a 239 milioni, un dato comunque superiore alle attese del consenso che aveva indicato 199 milioni, mentre, nel semestre, il calo è stato del 28,5% a 546 milioni. I ricavi di giugno segnano una flessione del 7,9% a 5,1 miliardi; nel secondo trimestre -13,1% a 2,3 miliardi.

Tra le principali dinamiche, la società segnala che il business Corrispondenza, pacchi e distribuzione ha avuto un forte calo dei volumi (alla voce lettere) a causa delle temporanee misure del lockdown. Mentre c'è stato un incremento record dei volumi dei pacchi nel secondo trimestre (+54% rispetto al secondo trimestre del 2019), con quasi 19 milioni di pacchi consegnati dai postini (+70,5% rispetto al secondo trimestre del 2019). Nel segmento Pagamenti e mobile oltre 2 milioni di clienti esistenti hanno utilizzato per la prima volta la carta per effettuare pagamenti digitali, con un ampliamento della tipologia di transazioni e-commerce e pagamenti low touch. «Stiamo valutando ed implementando importanti iniziative di riduzione dei costi con l'obiettivo di preservare la redditività di lungo termine, con il secondo trimestre che già beneficia di alcune di queste azioni», ha spiegato l'ad aggiungendo che «in merito al dossier Aspi non è previsto nessun coinvolgimento di Poste. Non ci sono stati colloqui, mentre non è escluso - ha aggiunto che indirettamente Aspi possa rientrare tra gli investimenti che Poste Vita fa in fondi per le infrastrutture». Positiva la reazione del titolo in Borsa: +1,87% a 7,75 euro.

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Commenti

necken

Sab, 01/08/2020 - 13:33

sarebbe interessante sapere, con un certo dettaglio, come vengono impegnati i soldi della Cassa Depositi e Prestiti, cioè i risparmi postali degli Italiani che sembra vengano impiegati per salvare posti di lavoro in aziende con scarso futuro, mentre aziende efficenti con buone prospettive che vorrebbero crescere devono ricorre a capitali esteri per farlo (vedi il caso della IMA di Bologna) nonostante 1400 miliardi di risparmi inutilizzati giacenti neiconti nostrani