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Politica estera

Segreti di Stato e tecnologie avanzate: cosa c’è dietro la stretta di Xi sui viaggi all’estero

Il governo cinese ha ampliato i controlli sui viaggi all’estero per proteggere segreti, tecnologie e competenze strategiche

xi jinping

Xi Jinping ha varato una nuova stretta per blindare ulteriormente la sicurezza nazionale della Cina. Nello specifico la misura riguarda i viaggi all’estero dei cittadini cinesi. Pechino ha introdotto regole più severe per impedire che funzionari, ricercatori e lavoratori impiegati in settori sensibili possano portare fuori dal Paese informazioni, tecnologie o competenze considerate strategiche. Ecco che cosa sappiamo.

L’ultima stretta sui viaggi all’estero

Le nuove disposizioni, entrate in vigore pochi giorni fa, dopo essere state avallate lo scorso luglio anche dal premier Li Qiang, formalizzano una serie di restrizioni già applicate negli ultimi anni. Secondo quanto riportato dal Financial Times i controlli riguardano soprattutto funzionari pubblici di medio e alto livello, quadri del Partito comunista e dipendenti delle aziende statali, ma possono estendersi anche a lavoratori del settore privato attivi in comparti sensibili.

Il punto centrale è il legame tra sicurezza nazionale e controllo delle esportazioni tecnologiche: l’articolo 4 delle nuove norme consente alle autorità di vietare l’espatrio a cittadini che violino le regole sull’export o sull’import di tecnologie e possano mettere a rischio la sicurezza industriale o tecnologica del Paese.

In caso di violazione sono previste multe e divieti di uscita dalla Cina della durata di almeno tre mesi, fino a periodi indefiniti. La formulazione molto ampia della legge lascia inoltre alle autorità un considerevole margine di discrezionalità. Non è un caso che il nuovo sistema possa avere un effetto deterrente anche su chi non è formalmente soggetto a un divieto.

A cosa punta Pechino

Questa stretta si inserisce nella più ampia strategia grazie alla quale Pechino sta cercando di blindare il proprio patrimonio tecnologico nel bel mezzo della competizione con gli Stati Uniti. L’obiettivo non riguarda soltanto la difesa dei segreti di Stato in senso stretto, ma anche brevetti, know-how, ricerca scientifica e personale altamente qualificato.

Un caso emblematico è quello di Xiao Hong, amministratore delegato della società cinese di intelligenza artificiale Manus, che insieme ad altri dirigenti avrebbe ricevuto un divieto di espatrio dopo la vendita della startup al gruppo statunitense Meta

Pechino può inoltre coinvolgere nel giro di vite scuole statali, istituti di ricerca, ospedali pubblici e aziende controllate dallo Stato. In alcuni casi le restrizioni possono riguardare anche i familiari dei dipendenti. Questa dinamica, a detta di alcuni analisti, riporta alla memoria il modello precedente agli anni Novanta, quando viaggiare fuori dalla Cina non era considerato tanto un diritto individuale quanto una possibilità sottoposta all’approvazione dello Stato.

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