La Francia, da cui è partita l’ondata di disordini che sta coinvolgendo tutta l’Europa, prende le precauzioni e già dall’anno prossimo potrebbero cambiare tutte le polizze assicurative. A partire dal 1° gennaio 2027, infatti, gli assicurati in Francia vedranno un rincaro sulle polizze auto, casa e multirischio professionale. L’esecutivo ha infatti previsto un contributo aggiuntivo sui contratti danni con l’obiettivo di alimentare un fondo speciale dedicato alla copertura dei danni generati da scontri, saccheggi e violenze urbane. La percentuale non è stata ancora fissata con un decreto ufficiale ma il governo sembra orientato a fissarlo allo 0,8%.
Si tratta di una quota elevata ma tutto sommato contenuta, perché la legge prevede un tetto massimo dell’1,5 % e in precedenza si era parlato di tassi più alti: prima fino al 5%, poi 2%, che sono stati ora ridotti e non dovrebbero eccedere l’1%. Le forti polemiche hanno spinto l’esecutivo a modificare l’impianto della norma: le compagnie private trasferiranno al fondo pubblico solo una quota del rischio, che sarà così coperto dalla garanzia statale. Con un prelievo dello 0,8% lo Stato conta di incassare circa 400 milioni di euro all’anno, la cifra ritenuta indispensabile per garantire l’operatività del meccanismo. La garanzia statale complessiva avrà invece un tetto massimo di 4 miliardi di euro.
La misura punta a distribuire il peso economico dei disordini sociali, proteggendo sia le compagnie assicurative sia le amministrazioni locali dai costi sempre più elevati legati agli episodi di guerriglia urbana, come quelli registrati durante il weekend del 17 e 18 ottobre scorsi. In cambio di questa spesa extra, i cittadini e le imprese otterranno l’inclusione automatica della copertura contro i rischi da sommossa nelle proprie polizze. Se un’assicurazione dovesse rifiutarsi di risarcire un danno, l’assicurato potrà fare ricorso al Bureau Central de Tarification per far valere la tutela obbligatoria.
Inoltre, la riforma prevede una regolamentazione dei massimali e delle franchigie, che erano state aumentate drasticamente dalle compagnie dopo le proteste del 2023. La valutazione degli eventi spetterà a una commissione di esperti formata dai direttori del Tesoro e del Bilancio, un membro del Consiglio di Stato, uno specialista di sicurezza interna, un perito assicurativo e un rappresentante della CCR.Il gruppo di lavoro dovrà essere convocato entro tre mesi dagli episodi di violenza e dovrà esprimersi nei due mesi successivi, seguendo un iter analogo a quello utilizzato per la dichiarazione dello stato di calamità naturale.