Sarà la più grande Ipo della storia finanziaria, un vero e proprio big bang da circa 1.770 miliardi di dollari che il prossimo 12 giugno porterà SpaceX sul listino del Nasdaq. Eppure c'è un posto, anche a Wall Street, dove le dimensioni non contano, neppure se sono da record, e dove persino Elon Musk (in foto) deve mettersi in fila. La commissione indici di S&P ha spento tutto l'entusiasmo, confermando che l'S&P500 non aprirà le sue porte al gigante dello spazio prima di dodici mesi e quattro trimestri di utile. Una mossa in decisa controtendenza che isola S&P dal resto del mondo finanziario. Solo per fare un esempio, per non perdere il treno dei mega-colossi e dell'intelligenza artificiale, rivali del calibro di Nasdaq e Msci hanno già messo le proprie regole in soffitta, abbassando le barriere d'ingresso a pochi giorni dal debutto.
Per Msci e Ftse Global non è una novità fatta su misura per SpaceX: disponevano già di una procedura accelerata per le mega-Ipo che venivano ammesse nell'indice dopo, rispettivamente, 10 e cinque giorni di negoziazione. Ftse Russell ha modificato le sue regole per allinearsi al Ftse Global giusto un paio di settimane fa. Morningstar CRSP ha abbassato il requisito minimo di flottante libero per ammettere proprio SpaceX e le altre probabili società quotate dopo soli cinque giorni. E il Nasdaq ha aperto la strada all'inclusione accelerata nell'indice con una ponderazione tripla, ma solo dopo 15 giorni. Ma S&P no: lo scudo contro la volatilità dei mercati resta alto e neppure la strada per Marte offre scorciatoie sui bilanci.
Insomma, sembra che SpaceX non verrà inserita nei più grandi fondi indicizzati basati su regole stringenti, almeno per un anno, ma potenzialmente per molto più tempo.
Tornando alla quotazione, senza guardare ancora gli indici in cui riuscirà a entrare, Musk ha fissato un prezzo di 135 dollari per azione in vista del lancio in Borsa, secondo quanto depositato alla Sec, la Consob Usa. La società vuole collocare 555,6 milioni di azioni, utile a raccogliere fondi per 75 miliardi di dollari totali, portando la capitalizzazione a 1.770 miliardi. Eppure, solo ieri, ha generato ordini superiori al numero di azioni disponibili, parliamo di circa 83,33 milioni di titoli aggiuntivi per 11,2 miliardi, che spingerebbero la raccolta a 86,2 miliardi.
Se la quotazione andrà in porto alle condizioni indicate, Musk avrà comunque
tagliato per primo il traguardo che molti protagonisti della nuova corsa all'intelligenza artificiale inseguono da anni, superando sui tempi anche rivali come Anthropic. Ma la velocità non basta a decretare un vincitore.