Spiragli di «pace» per lo sciopero all'Ast di Terni

Il governo auspica garanzie e invita a tornare in fabbrica. Oggi le assemblee dei lavoratori e dell'indotto

Spiragli di «pace» per lo sciopero all'Ast di Terni

Questa volta l'invito dal Governo a riprendere il lavoro all'Ast di Terni dopo 32 giorni è arrivato esplicito. «Spero che siano riconosciuti i passi in avanti e si possano rimodulare le forme di lotta sospendendo lo sciopero a oltranza» ha detto ieri il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova. Un auspicio diretto all'assemblea delle «Rsu» prevista per stamane in fabbrica. Una riunione convocata proprio per discutere su come proseguire la protesta. La fabbrica sembra ormai divisa: tra i lavoratori sono diversi coloro che vorrebbero rivedere le forme di mobilitazione, rientrando al lavoro. I delegati delle Rsu stanno sondando il terreno per capire qual è la linea maggioritaria e oggi potrebbero decidere. È anche prevista l'assemblea spontanea di un gruppo di dipendenti delle imprese esterne che lavorano per Ast, anche loro convinti che la mobilitazione possa essere rimodulata.

Il tutto in vista dell' incontro di mercoledì al ministero dello Sviluppo economico. Del quale ha parlato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Quando c'è una trattativa ci sono le possibilità che le cose si risolvano e mi auguro che il prossimo passaggio sia quello cruciale».

Delle imprese esterne è tornato a parlare il vicepresidente di Confindustria Umbria Stefano Neri che, invitando a dire «basta alle guerre di trincea», ha ricordato le difficoltà e i danni causati dallo sciopero alle aziende dell'indotto, che occupano direttamente circa 1.200 persone.

Come noto, gli esuberi previsti nel piano industriale presentato il 17 luglio scorso erano 550, scesi poi a 291, anche se Ast ha spiegato che in 160 hanno già firmato per l'esodo incentivato e altri 40 hanno dato l'adesione per l'uscita. «Lavoriamo - ha detto Bellanova - perchè non ci sia nessun licenziamento forzoso ma solo uscite volontarie nei prossimi 24 mesi con incentivi».

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