Attenti al Superbonus: cosa cambia e cosa c'è da sapere

Superbonus 110% al via: ecco cosa prevede la Legge di Bilancio 2022, cosa cambia per condomìni e villette e il tema delle asseverazioni

Attenti al Superbonus: cosa cambia e cosa c'è da sapere

Novità per il Superbonus 110%: con la Legge di Bilancio 2022 viene modificato il quadro sostanziale per il bonus ristrutturazioni dal punto di vista del vantaggio sulle agevolazioni fiscali.

Cosa cambia per condomìni e villette

L'agevolazione è stata prorogata per altri due anni e sarà in vigore fino al 2023: dopodiché, come riporta il Corriere, nel 2024 l’aliquota scenderà al 70% e nel 2025 al 65%. Quel che più importa, comunque, riguarda l'agevolazione per chi decide di eseguire coibentazioni (cappotti termici), rinnovare gli impianti di riscaldamento e intervenire sulle parti strutturali. In tutti questi casi, si può tentare utilizzare il Superbonus per il miglioramento energetico o antisismico prorogato al 110% fino alla fine del 2023.

Sullo stesso piano troviamo anche gli edifici di un unico proprietario composti da due a quattro unità immobiliari. E poi, come riporta IlSol24Ore, una palazzina con tre appartamenti e tre box auto accatastati in modo autonomo rientra nell'agevolazione. Discorso diverso, invece, per le "villette" o singole unità indipendenti inserite in edifici plurifamiliari. "Per questi immobili il 110% scade il prossimo 30 giugno, e potrà arrivare al 31 dicembre solo se - alla data del 30 giugno - sarà stato eseguito almeno il 30% dell'intervento complessivo". Ottime notizie dall'Isee: non è necessario presentarlo.

Come migliorare le classi energetiche

Per usufruire del "super ecobonus", serve un miglioramento di almeno due classi energetiche certificate dall'Ape (Attestazione di prestazione energetica) e rilasciata da tecnici laureati in ingegneria, architettura, agraria e scienze forestali o che abbiano un diploma di perito industriale, di geometra, o di perito agrario. Nel caso in cui per la valutazione dell’edificio fossero necessarie competenze multidisciplinari, si renderà possibile l'operazione tra più collaboratori. L'Ape, come sottolinea il Corriere, non può essere redatta da chi fa i lavori a causa del confilitto di interessi: è necessaria quindi una terza parte, super partes, che definisca il tutto.

Cosa sono le asseverazioni

La norma prevede che vengano rilasciate le asseverazioni. "Si tratta di documenti redatti da parte di un tecnico abilitato con cui si dimostra che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici previsti, inoltre che le spese sostenute in relazione agli interventi agevolati sono congrue rispetto a quanto prevede la legge". Tecnicamente, va trasmessa all'Enea dal tecnico abilitato entro 90 giorni dal termine dei lavori o dopo che si è raggiunto un determinato step dei lavori. Si ricorda che "tutte le spese per certificazioni e asseverazioni sono fiscalmente detraibili". Il controllo, ovviamente, è a carico dell'Enea che verificherà a campione almeno il 5% delle documentazioni presentate mentre un 10% saranno vagliate ancora più accuratamente.

Chi sbaglia, paga: un professionista rischia una sanzione amministrativa da duemila a 15mila euro per ogni dichiarazione o attestazione contestata e nei casi più gravi si arriva al penale. E poi, "se la dichiarazione infedele porta alla perdita del beneficio fiscale, i committenti possono chiedere il risarcimento dei danni e inoltre scatta la segnalazione d’ufficio all’Ordine professionale o al collegio di appartenenza". Se il Fisco si mette di mezzo, si rischia anche l'ipoteca sulla casa.

Il pagamento dei lavori

Come accade per l’ecobonus e bonus ristrutturazione, le persone dovranno saldare soltanto il "bonifico parlante" tramite modulo predisposto da banca o Poste con il codice fiscale di chi usa la detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

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