Ora pure il Tesoro spegne Letta: cala il gelo

Anche Franco rispedisce al mittente la proposta avanzata e difesa dal segretario del Partito democratico

Ora pure il Tesoro spegne Letta: cala il gelo

Dopo che la sua proposta di incrementare la tassa di successione per finanziare un fondo di 10mila euro da mettere a disposizione dei 18enni è stata respinta dal premier Mario Draghi, Enrico Letta decide di non fare neppure un passo indietro, continuando così ad alimentare le polemiche sul tema in questione. A spegnere nuovamente i populistici entusiasmi del segretario dem, alla caccia disperata di proseliti per arginare l'emorragia di consensi che emerge dalle intenzioni di voto degli italiani, ci ha pensato stavolta direttamente il ministero del Tesoro, secondo cui la prossima riforma fiscale "dovrà evitare di generare oneri per le generazioni future".

Il precedente

"Per la dote ai diciottenni sarei disposto a venire a patti anche sulla legge elettorale", aveva dichiarato il leader del Partito democratico."Ci vuole una dote per i giovani, finanziata con una parte dei proventi della tassa di successione, e un accesso ai mutui-abitazione anche per chi non ha genitori in grado di fornire garanzie".

Peccato che si sia trattato di una proposta mai presentata nè tantomeno discussa, cosa di cui non ha fatto mistero neppure il premier nel rispondere alle domande dei giornalisti sulla delicata questione: "Non ne abbiamo mai parlato. Comunque questo non è il momento di chiedere i soldi ai cittadini ma di darli", aveva spiegato Draghi ai giornalisti. "Ora, la riforma del fisco non si fa a pezzettini. L’importante ora è fare una legge delega sulla riforma fiscale e poi nominare una commissione che se ne dovrà occupare".

Nonostante le parole dell'ex governatore della Bce, Letta ha comunque toccato nuovamente l'argomento, difendendo l'idea di costituire una dote da destinare ai 18enni con la tanto agognata tassazione dei patrimoni al momento della successione: "Se noi oggi finanziamo la dote 18 per i giovani con misure a debito, li stiamo prendendo in giro, perchè saranno loro a ripagarlo. Ecco perchè va finanziata così: con i soldi di chi oggi è particolarmente ricco", ha twittato il segretario dem.

La replica del Mef

A specifica domanda sulla questione, il ministro dell'Economia Daniele Franco ha così commentato:"Vorrei precisare che il Governo non ha ancora definito la sua proposta di legge delega sul fisco, anche perché attende le risultanze dei lavori delle commissioni parlamentari. A maggior ragione non è entrato nel merito di proposte relative a singole misure", spiega il titolare del Mef rispondendo a un’interrogazione nell’ambito del question time nell’aula della Camera.

"Non è bene intervenire su singole componenti del sistema fiscale", puntualizza ancora Franco, "in quanto queste devono inserirsi in un disegno complessivo. Inoltre va sottolineato che le singole imposte dialogano tra loro. La riforma fiscale dovrà evitare di generare oneri per le generazioni future", conclude.

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