Come tuffarsi sulla pensione prima che la divori il Covid

Il governo torna a parlare di riforma della pensione. A tenere banco c’è l’addio a Quota 100. Ecco i modi per lasciare il lavoro prima che sia troppo tardi

Il governo, dopo circa un anno di stop, torna a parlare di pensione. Lo fa mentre studia la prossima legge di Bilancio. A tenere banco, l’uscita di scena, dopo tre anni di sperimentazione, dell’ormai famosa Quota 100. In tutto questo marasma entra, ed è bene parlarne, anche l’emergenza sanitaria da Covid. Lo Stato nell’elaborare la prossima manovra non potrà non occuparsi di questo dettaglio. E, quanto stiamo scrivendo, cerca di spiegare quanto si potrà fare per lasciare il lavoro prima che il coronavirus divori questa possibilità. Intanto, la tua pensione è sotto isolamento fiduciario. In quarantena.

Già perché quanto i giallorossi decideranno nelle prossime settimane non potrà non confrontarsi con l’andamento economico tutt’altro che roseo. In programma, tuttavia, c’è la proroga di opzione donna e Ape sociale, ampliamento del contratto di espansione alle aziende con 500 dipendenti e conferma dell’accompagnamento all’uscita dei lavoratori per sette anni con l’isopensione. Non poca cosa.

La proroga di opzione donna, che diverrà accessibile a chi matura i requisiti di età e di 35 anni di contributi entro il 2020, ha questo scopo: garantire un ingresso alla pensione che consente alle lavoratrici di accedere non prima di 59 o 60 anni di età (rispettivamente per le dipendenti e le autonome). Nel cantiere c’è anche l’Ape sociale. Questo assegno ponte a carico dello Stato richiede almeno 63 anni e una dote di contributi non indifferente (30 o 36 anni, riducibili fino a 28).

Questi sono i principali ingredienti che formano il "piatto" allo studio dell’esecutivo. Ma c’è da dire, come avevamo anticipato, che il 2021 rimane l’ultimo anno di sperimentazione di Quota 100. Durerà ancora per tutto il prossimo anno portando a termine la preventivata durata triennale. Il decreto del precedente governo, come spiega il Sole 24 Ore, prevede che chi matura i requisiti fino al 2021 potrà accedere anche in un secondo momento, sempre a condizione che rimangano i relativi fondi di copertura accantonati dalla legge di Bilancio per il 2019.

La riapertura dei lavori di riforma delle pensioni porterà i lavoratori a valutare le nuove e vecchie opportunità disponibili. Nessuna delle misure che saranno aperte, comunque, rivoluzionerà il sistema attuale. Due le strade maestre da seguire: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata che fino al 2026 manterrà congelati i requisiti di accesso di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. E un anno in meno per le donne.

A questo proposito è utile soffermarsi su un punto. Per coloro che aspirano alla pensione anticipata e che contano su una dote di almeno 37 o 38 anni di contributi va sempre considerato che il nuovo riscatto di laurea agevolato. Consente di guadagnare con un onere contenuto (poco più di 5mila euro per ogni anno riscattato) un sostanzioso avvicinamento alla libertà dal lavoro. Non bisogna però dimenticare che per chi è oggi vicino a pensione e ha studiato prima del 1996 questo "acceleratore" pensionistico sconta il prezzo tutt’altro che leggero di una totale conversione al metodo contributivo del proprio assegno pensionistico, con riduzioni che possono arrivare anche al 40%.

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