Unicredit tratta in esclusiva per Mps

Deteriorati e contenzioso legale fuori dall'operazione. Orcel: "Analisi sarà attenta"

Unicredit tratta in esclusiva per Mps

«L'accordo con il governo italiano su alcuni requisiti, ovvero la neutralità in termini di capitale, un accrescimento significativo dell'utile per azione, la protezione dai contenziosi legali e l'esclusione dei crediti deteriorati da qualsiasi transazione, relativamente alla potenziale acquisizione di alcun attività di Banca Monte dei Paschi di Siena ha costituito per noi la base per entrare in un periodo esclusivo di due diligence e negoziazione». Così il Ceo di Unicredit, Andrea Orcel, ha argomentato la «bomba» finanziaria scagliata ieri nel tardo pomeriggio da Piazza Gae Aulenti.

L'istituto milanese è, infatti, entrato in trattativa esclusiva con il Tesoro per l'acquisizione della banca senese: il Mef detiene il 64,23% ed è obbligata a uscire dal capitale entro la fine dell'anno. Il presidente di Unicredit, Pier Carlo Padoan, si è astenuto dalla votazione sulla delibera nel cda di ieri che prevedeva anche l'esame dei conti semestrali in virtù del suo precedente ruolo di ministro dell'Economia (che tra l'altro ha concordato il salvataggio pubblico del Monte dei Paschi; ndr).

Se al termine della due diligence, che sarà effettuata attraverso una virtual data room, Unicredit valuterà che ci siano le condizioni per una fusione parziale con Mps, «saranno escluse le parti non strategiche», ha detto Orcel. «Liberare l'enorme valore che il gruppo ha al suo interno continua ad essere la nostra priorità. Tuttavia, sono sempre stato chiaro sul ruolo che l'M&A potrebbe giocare come potenziale acceleratore in grado di migliorare i nostri risultati strategici, sempre nel pieno rispetto dell'interesse dei nostri azionisti», ha proseguito.

Secondo quanto comunicato da Piazza Gae Aulenti, l'integrazione ha l'obiettivo di «agevolare il raggiungimento di ritorni sostenibili superiori al costo del capitale. Mps, in questo senso, potrebbe contribuire con circa 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela, 87 miliardi di depositi e 62 miliardi di masse in gestione. Unicredit si rafforzerebbe nel Centro-Nord, dove si trova il 77% degli sportelli di Mps. «Allora, e solo allora, avremo gli elementi per decidere se procedere, speriamo nella prima metà di settembre», ha puntualizzato il top banker.

Le precondizioni principali, pertanto, sono rappresentate dall'esclusione dei 4,4 miliardi di Npl (a fine marzo 2021) e dei circa 6,8 miliardi di contenzioso rimasti dopo la transazione raggiunta la scorsa settimana con la Fondazione Mps. La fusione libererebbe la banca senese dall'obbligo di ricapitalizzarsi per 2,5 miliardi l'anno prossimo, ma su un eventuale ingresso dello stato in Unicredit, Orcel è stato sibillino. «È troppo presto per dirlo, bisogna prima vedere quale sarà la struttura dell'operazione», ha concluso. A Siena il presidente Grieco e l'ad Bastianini si sono limitati a manifestare «soddisfazione per l'interesse» di Unicredit.

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