Virus, affitti brevi e hotel: ecco chi ha diritto a rimborso e cancellazione

Le piattaforme come Booking e Airbnb hanno messo a punto diverse norme straordinarie cui attenersi per il rimborso e la cancellazione delle prenotazioni

L'emergenza sanitaria in Italia sta mettendo in ginocchio il settore turistico. Voli cancellati, hotel chiusi e vacanzieri che disdicono le prenotazioni: un grosso danno economico che ha già spinto Federturismo a chiedere lo "stato di crisi". E mentre gli aerei rimangono a terra e le strutture si svuotano, ci si domanda quanli siano i diritti dei turisti che avevano già prenotato le loro vacanze. Le piattaforme come Booking e Airbnb hanno messo a punto diverse norme cui attenersi per il rimborso e la cancellazione delle prenotazioni. Vediamole.

Come riporta il Corriere, Booking ha pubblicato sul suo sito tutte le istruzioni per strutture partner e clienti. In particolare, Booking chiede alle strutture che ricevono richieste di cancellazione da parte di persone costrette a una serie di restrizioni, come la quarantena o il divieto di sbarco, di rimborsare eventuali pagamenti anticipati e di annullare i costi di cancellazione. Per quanto riguarda i comuni italiani interessati dalle misure per la gestione del coronavirus, devono essere rimborsati i pagamenti anticipati e annullati i costi di cancellazione per i clienti che hanno prenotato fino al 14 marzo 2020. In caso di strutture in altri Paesi, Booking richiede la cancellazione senza pagamenti e con rimborso per i viaggiatori provenienti dalla Cina con check-in fino al 31 marzo, per turisti da Hong Kong e Macao fino al 29 febbraio e per i clienti italiani fino al 14 marzo. La richiesta è valida infine anche per i viaggiatori che sono passati per una delle zone colpite.

Anche Airbnb ha pubblicato una serie di provvedimenti per gestire le prenotazioni. In particolare, per tutti coloro a cui le autorità hanno vietato di spostarsi è prevista la cancellazione gratuita. I termini tutelano tutte le persone colpite dall'emergenza sanitaria e cioè sia chi mette a disposizione la propria casa che chi la prende in affitto. Queste misure sono state estese anche a chi è stato costretto a cancellare il viaggio a causa del blocco dei trasporti o perché si trova in quarantena.

Per quanto riguarda il trasporto aereo, l'Enac (ente nazionale per l'aviazione civile) ha fatto sapere che chi ha prenotato un biglietto ma non potrà partire a causa delle cancellazioni del volo otterrà il rimborso del biglietto da parte del vettore.
L’ente ha però precisato che non si avrà invece diritto alla compensazione pecuniaria (che regola i casi di cancellazione, negato imbarco e ritardo prolungato) in quanto la cancellazione del volo non è dipendente da causa imputabile al vettore.

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