Wind-Tre, il discount delle tlc mobili

Nasce un colosso da oltre 32 milioni di abbonati. Prime offerte tariffarie nel 2017

Maddalena Camera

Nasce l'hard discount della telefonia mobile. L'unione tra Wind e Tre, annunciata da tempo e formalizzata ieri, dovrebbe sancire la nascita di un operatore capace di fornire agli utenti servizi efficienti a prezzi interessanti. Questa è sempre stata la strategia dei due marchi, nati e cresciuti con storie diverse. Certo è che la sfida per l'ad Massimo Ibarra - designato di cinesi di Hutchison Holdings e dai russi di VimpelCom, che avranno il 50% a testa della nuova compagine essendo rispettivamente proprietari di Tre e Wind - non è semplice.

Il manager, ad di Wind, sarà supportato da Dina Ravera nel ruolo di «merger integration officer», e da Stefano Invernizzi, responsabile finanziario, entrambi provenienti, invece, da Tre. Mentre l'attuale numero uno, Vincenzo Novari, assumerà l'incarico di Special Adviser per Hutchison: sarà l'italiano che, insieme ad altri 3 membri, rappresenterà il socio cinese nel consiglio che governerà il gruppo.

Sul fronte della governance la joint venture è infatti paritetica e vede le quote al 50% riflettersi in un cda di 8 membri, 4 per ciascuno dei due gruppi, con il presidente nominato ogni 18 mesi a rotazione fra i rappresentanti dei due azionisti. L'assetto proprietario sarà blindato per i prossimi tre anni.

Ma, secondo indiscrezioni finanziarie, il totale «lockup» varrà solo per il primo anno. A partire dal 2018 VimpelCom e Hutchison potranno l'una chiedere all'altra di salire nel capitale, iniziando una negoziazione. Mentre alla scadenza del triennio, a fine 2019, in caso di mancanza di un'intesa, i soci saranno liberi di disporre del proprio 50% come meglio credono.

Certo è ancora presto per capire quale sarà il marchio del nuovo operatore. Qualcuno dice che sopravviveranno entrambi ma ovviamente si cercherà di fare efficienza sul fronte dei costi. Wind e Tre formano un conglomerato da oltre 32 milioni di clienti nel mobile e 2,7 milioni nel fisso. Ossia il primo operatore mobile in Italia con una quota di mercato che supera il 33%, davanti a Tim e Vodafone.

La nuova azienda si posizionerà sul mercato come un operatore integrato anche grazie alla collaborazione con Enel Open Fiber con i numeri presentati nel nuovo portale congiunto windtre.it. Da qui si evince che nel 2015 le due compagnie hanno presentato ricavi di 6,25 miliardi. Ora promettono investimenti per 7 miliardi in infrastrutture di rete nei prossimi anni. Per le prime decisioni sul campo bisognerà attendere l'uno gennaio, quando la fusione diventerà operativa. La capacità finanziaria e la dimensione industriale della nuova realtà, con oltre 21mila siti e una maggiore disponibilità di frequenze, permetteranno di fornire servizi innovativi e di qualità ai clienti business e consumer in Italia. Secondo quanto detto i clienti beneficeranno di una migliore copertura e di una più veloce implementazione della rete a banda larga mobile Lte.

Il nodo più atteso e temuto riguarda le razionalizzazioni del personale che sono attese per il prossimo anno. Numeri ancora non sono stati fatti ma si sa che non mancheranno. Gli operatori italiani non diventeranno comunque tre, dal momento che arriverà Iliad, con il suo low cost Free Mobile che acquisterà alcune frequenze di rete ritenute ion eccesso dopo la fusione tra operatori. Quanto alle offerte tariffarie le prime arriveranno nel 2017 quando le due compagnie integreranno reti e tecnologie. Attraverso l'accordo comunque la nuova azienda prevede di raggiungere sinergie sui costi e sui nuovi investimenti pari a 700 milioni di euro all'anno.

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