Entro il 2035 saranno aboliti i test sugli animali

Entro il 2035 saranno aboliti i test sugli animali

Buone notizie in vista, per gli animali e per la ricerca scientifica. L'Epa, l'agenzia per la protezione dell'Ambiente statunitense, ha deciso la scorsa settimana di ridurre le sperimentazioni su animali fino ad abolirle. La decisione è stata firmata dall'amministratore Andrew Wheeler. Al contempo è stato annunciato un finanziamento di 4,25 milioni di dollari da destinarsi a cinque università con l'intento di sviluppare metodi alternativi in grado di valutare la sicurezza delle sostanze chimiche in linea con le indicazioni delle 3R «reduce, refine and replace» (riduzione, perfezionamento e sostituzione) come si è sempre fatto per i test su animali vertebrati.

Le cinque università sono la Johns Hopkins University, la Vanderbilt University e il Vanderbilt University Medical Center, l'Oregon State University e l'University of California Riverside.

In base al programma stabilito, l'Epa mira a ridurre, entro il 2025 i finanziamenti alla ricerca sugli animali al 30%, per poi abolirli del tutto entro il 2035.

Il passo in avanti arriva dopo decenni di polemiche. Chi perora la causa della difesa degli animali ricorda che si tratta di esperimenti che portano sofferenza e che in molti casi si rivelano inattendibili poichè ciò che può essere dannoso per una cavia non lo è per un essere umano e viceversa. Un caso emblematico: il farmaco Talidomide raccomandato come anti nausea alle donne incinte negli anni Sessanta e rivelatosi poi altamente tossico per il feto (i bimbi nacquero focomelici), testato sulle topine gravide non aveva mostrato segni di rischio.

Nonostante ciò c'è chi continua a sostenere il contrario pensando che senza ricorrere alle cavie la ricerca scientifica possa risentirne e a finanziare il settore e i laboratori che sperimentano su animali.

Da parte delle voci animaliste è stata espressa grande soddisfazione per la visione di Epa. Anthony Bellotti, presidente di White Coat Waste Project l'ha definita «il piano più completo e aggressivo della storia degli Stati Uniti per ridurre i test sugli animali». Il presidente della Lav, Gianluca Felicetti ha ricordato che «l'Epa non è un covo di estremisti animalisti e che i metodi sostitutivi sono efficaci e costano meno». Felicetti ha anche rivolto un appello al nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza: come si comporterà l'Italia? Anche l'Unione Europea con la direttiva 2010/63/UE incoraggia il ricorso a metodi alternativi, alla riduzione dei test sugli animali.

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