Eolico, Verdini: contro di me fango e menzogne

Il coordinatore del Pdl passa al contrattacco e smonta le accuse contro di lui nate dall'inchiesta sugli appalti dell'eolico, che hanno portato, nei giorni scorsi, all'arresto dell'imprenditore Carboni: "Mi trovo trascinato in mezzo a uno tsunami mediatico-giudiziario di violenza inaudita"

Eolico, Verdini: contro di me fango e menzogne

Roma - Non accetta di restare nell'angolo Denis Verdini. E proclama, con forza, la propria totale estraneità alle accuse ricevute. In primo luogo quella di fare parte di una loggia segreta, una sorta di nuova P2, in grado di condizionare scelte politiche e giudiziarie, oltre che di portare a termini numerosi affari, a partire da quelli per l'energia eolica in Sardegna. "Mi trovo mio malgrado trascinato in mezzo a uno tsunami mediatico-giudiziario di violenza inaudita, senza nessuna possibilità di potermi difendere compiutamente da una serie di ricostruzioni che definire fantasiose costituisce un eufemismo". In una nota il coordinatore nazionale del Pdl lamenta "il fiume di fango" che gli si è abbattuto contro e sottolinea di aver "perfino appreso da un quotidiano di essere indagato come membro di un'associazione segreta di cui non sono mai stato a conoscenza e di cui, conseguentemente, non ho mai fatto, né faccio, parte".

La spiegazione di Verdini "Mi sono state portate una o due volte a casa mia (e non otto come scrive un altro quotidiano) tutte insieme le tre persone arrestate ai sensi della legge Anselmi, e in quelle occasioni non si è mai parlato né del lodo Alfano, né di pressioni sul Csm o sulla Cassazione, né di candidature alla presidenza della Campania, né di qualsiasi fatto che abbia rilevanza penale, a cominciare proprio da questa fantomatica organizzazione segreta". "Ancora oggi - prosegue Verdini - alcuni quotidiani continuano a parlare della banca che presiedo e di un fiume illecito di denaro (chi 8 milioni di euro, chi 4) depositati, transitati o negoziati presso il Credito cooperativo fiorentino. Notizia smentita più volte da me e dalla banca stessa, in quanto completamente falsa".

Sul Giornale della Toscana "La stessa ordinanza del gip di Roma conferma - prosegue la nota di Verdini - come da indagini svolte presso il Ccf e il Giornale della Toscana, che sono stati fatti regolari versamenti con assegni circolari in più rate per complessivi 800mila euro, che servivano alla ricapitalizzazione della società che edita il quotidiano. Un'operazione del tutto trasparente, che nulla ha a che vedere con le calunniose illazioni riportate dalla stampa". "Sono pronto a chiarire tutto davanti ai magistrati, quando riterranno opportuno convocarmi, nella speranza, probabilmente vana, che questo stillicidio di notizie in aperta violazione del segreto istruttorio cessi, che la verità venga finalmente acclarata, e che s'interrompa questo incredibile fiume di fango e di menzogne che viene quotidianamente riversato sulla mia onorabilità di uomo e di politico". 

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