Gli eroi del calcio mondiale si mettono in posa per un clic

Non ci sono più i giocatori di una volta. O meglio, non si vedono più i giocatori come si vedevano una volta. Ma una possibilità per ammirare gli «eroi del calcio che fu» c’è ed è offerta dalla Federazione internazionale di calcio (Fifa) che festeggia i 100 anni. Per celebrare l’anniversario è stata allestita una mostra fotografica, in cui sono esposti oltre cento ritratti dei calciatori più forti del mondo. In piazza del Popolo, nel museo di Santa Maria del Popolo, fino al 15 novembre, si potranno osservare palloni d’oro, star e miti del calcio di tutto il globo riuniti in una super squadra da 100 giocatori e raffigurati nelle pose più strane. Ci sono, infatti, scatti per tutti i gusti. In bianco e nero e a colori, immersi in situazioni sognanti e sospese. Giocatori della Roma e della Lazio, di ieri e di oggi, compresi. C’è Francesco Totti, occhi azzurri levati al cielo e pallone argentato in testa. Zbigniew Boniek presente in uno scatto che è più un fumetto: braccia incrociate e maglia numero 10 addosso. Ma c’è anche Falcao, «ottavo Re di Roma», ritratto con Junior e Socrates, dentro un campo da calcio in un’immagine che ha il colore rosa antico, quasi a voler recuperare atmosfere d’altri tempi. E, come simbolo della Roma biancazzurra, non può che esserci Alessandro Nesta, in bianco e nero. Con sorriso e capello lungo. Ma non manca nemmeno chi nella capitale è stato solo di passaggio: c’è, infatti, Christian Vieri, appena un anno nella Lazio, che culla un bebè in una lavanderia. E chi, invece, da queste parti non ha giocato mai: Edgar Davids, ad esempio, raffigurato mentre attraversa un tunnel buio, in un’atmosfera simil noir o Roberto Baggio «seppiato» e con pallone retrò, in un ritratto vintage che ricorda in qualche modo il Budda. Presenti anche Shevchenko e Ronaldinho, assieme a giocatori che hanno portato l’Italia al vertice del calcio mondiale come Dino Zoff e Gianni Rivera. E chi invece, il calcio l’ha portato altrettanto in alto, ma poi anche molto più in basso, paradiso e inferno: l’immancabile Maradona. Le foto sono state scelte da Pelè, «presente» alla mostra in tre diversi scatti. I giocatori sono stati immortalati da alcuni dei più famosi fotografi del mondo, fra cui William Klein, Vic Muniz, Patrick Lichfield e Martin Parr. A loro è stato chiesto di rendere visibile quello che dagli spalti difficilmente poteva e può essere visto.

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