Esce ora il film che vinse il premio nel 2009

RomaDopo aver vinto il Marc’Aurelio d’oro come miglior film al Festival di Roma 2009, Brotherhood (Fratellanza) di Nicolo Donato sbarcherà nelle sale il 2 luglio. Il regista 36enne dal nome italiano è, in realtà, di nazionalità danese e ieri, alla Casa del Cinema, ha presentato il suo lavoro d’esordio precisando che il suo è soprattutto «un film d’amore tra due esseri umani». Precisazione d’obbligo perché questa storia a forti tinte narra le dinamiche interne a un gruppo neonazista, del quale entra a far parte Lars (Thure Lindhart, visto nel thriller di Ron Howard Angeli e demoni), giovane scontento della sua ottusa famiglia. La formazione parahitleriana diventa, così, un surrogato del clan familiare, dove l’aspirante SA postmoderna incontrerà Jimmy (David Dencik), legandosi a lui in una relazione segreta. Romeo&Romeo, infatti, non sono visti di buon occhio dal gruppo di destra in cui militano, ma l’attrazione erotica tra i due è così potente che Lars e Jimmy infrangeranno ogni regola, pur di non mettere fine alla loro passione. «Certo, pensando ai gruppi naziskin, ero un po’ nervoso, durante le riprese. Ma non ho incontrato alcun ostacolo, mentre giravo. Mi sono ispirato al documentario Men Heroes and Gay Nazis, per far luce sul problema dell’intolleranza, in qualunque forma si presenti», spiega Donato, che per un decennio è stato fotografo di moda. «Il mio non vuol essere un nazi-movie, ma una love story tra due esseri umani», precisa l’autore, anche collaboratore di Amnesty International. A sottolineare l’aspetto passionale della relazione tra i due maschi di estrema destra, interviene una fotografia calcata su toni accesi e la colonna sonora nazirock, parzialmente composta dallo stesso Nicolo. Avambraccia tatuate, giubbotto di pelle nera, chioma riccioluta, il regista sembra avere le idee chiare sulla Danimarca. «Il mio è un paese xenofobo, che nega l’accesso agli stranieri. Ho deciso di girare Brotherhood il giorno in cui ho letto che il leader d’una formazione neonazi invocava il servizio militare per tutti e siccome sono contrario all’idea, ecco il film», dice l’artista.

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