Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 16:50
Mondo

Attacco contro base Raf, rilasciati i cinque britannici: resta il mistero sul piano esplosivo

I sospetti restano sotto inchiesta e sottoposti a severe restrizioni. Gli investigatori valutano anche la pista di possibili intermediari di uno Stato straniero

Rilasciati su cauzione, sottoposti a severe restrizioni nei movimenti e nei contatti con altre persone. I cinque cittadini britannici arrestati nelle scorse in relazione al presunto piano d’attacco esplosivo sventato nei pressi della base aerea della Raf di Fairford, una base tra l’altro usata anche dai bombardieri statunitensi nella guerra in corso contro l’Iran. “Per essere chiari questo non significa che l’indagine sia conclusa. Rimangono assolutamente sotto inchiesta, mentre esploriamo diverse piste”, ha spiegato il capo della polizia antiterrorismo, il commissario aggiunto Laurence Taylor.

L’arresto e il rilascio (su cauzione)

I cinque sospetti, cittadini britannici residenti a Londra di età compresa tra i 23 e i 25 anni, sono stati arrestati a Whelford domenica mattina, dopo la segnalazione, avvenuta alle 00:45, di tre veicoli diretti verso la base aerea. Sono stati fermati con l’accusa di reati previsti dalla legge sugli esplosivi e di preparazione di un atto terroristico, in violazione dell’articolo 5 della legge britannica sull’antiterrorismo.

Per loro, adesso, è avvenuto il rilascio su cauzione. La decisione, ha fatto sapere la polizia, è stata presa dopo “verifiche e interrogatori approfonditi” anche se questo “non significa che l’inchiesta sia chiusa”. Taylor ha chiesto al pubblico di rimanere vigile e di segnalare qualsiasi attività sospetta alla polizia. Ha inoltre fatto presente che la natura delle minacce al Regno Unito spesso “si manifesta come attività criminale, spesso su piccola scala, commessa da individui il cui obiettivo principale non è il terrorismo, bensì un rapido guadagno finanziario”.

Nel medesimo briefing il funzionario non ha evocato alcun Paese sospetto specifico, dopo le indiscrezioni dei media su ipotetici collegamenti degli arrestati con l’Iran (collegamenti già smentiti da Teheran). Taylor ha comunque precisato che i controlli sui tre furgoni bianchi fermati vicino alla base di Fairford sono stati completati dopo accurate verifiche compiute anche con l’aiuto degli artificieri dell’esercito, e che la presenza delle forze di polizia sul posto è in via di ridimensionamento. Ha anche annunciato il rientro in queste ore nelle loro case delle persone residenti nel limitrofo villaggio di Whelford, evacuate ieri per precauzione da tutte le 85 case dell’abitato.

La pista iraniana e le indagini

Gli investigatori starebbero ragionando su un eventuale coinvolgimento dell’Iran nel presunto piano dinamitardo. Il sospetto è nato anche da quanto accaduto lo scorso luglio, quando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica aveva indicato pubblicamente la Raf Fairford come una delle basi britanniche utilizzate da bombardieri statunitensi, avvertendo Londra che qualsiasi installazione impiegata per operazioni contro l’Iran sarebbe stata considerata un obiettivo legittimo. Teheran ha però respinto con fermezza ogni ipotesi di un proprio coinvolgimento. In un messaggio diffuso lunedì sui social, l’ambasciata iraniana nel Regno Unito ha definito “infondate e malevole” le ricostruzioni che hanno tentato di collegare l’Iran all’arresto dei cinque uomini fermati.

Le autorità hanno fatto sapere di stare “valutando la questione da ogni angolazione”, compresa l’ipotesi che l’episodio possa essere stato “commesso da intermediari o da individui che agiscono per conto di uno Stato straniero”. Una situazione che, osserva la Bbc, appare per certi versi paradossale e sembra contraddire quanto comunicato in precedenza, quando l’accaduto era stato definito un “incidente grave” e si era parlato di una possibile catastrofe scongiurata. A confermare la serietà con cui il governo britannico sta affrontando il caso è anche la convocazione del comitato Cobra per la sicurezza nazionale, riunito per discutere dell’incidente. “Eppure, allo stato attuale, lunedì pomeriggio, la situazione ci lascia con più domande che risposte”, ha concluso la Bbc.

Commenti