Bergoglio abbraccia gli ultimi: a Rio visita la favela Varginha

Il Papa accolto da una folla in festa. Dopo aver pregato nella cappella Sao Jeronimo Emiliani, entra in una baracca della favela per conoscere la famiglia che vi abita

Bergoglio abbraccia gli ultimi: a Rio visita la favela Varginha

"Sono venuti a prendermi quasi alla fine del mondo", aveva detto Josè Maria Bergoglio dopo essere diventato papa Francesco. E alla fine del mondo, il Santo Padre ci è tornato per abbracciare i giovani riuniti a Rio de Janeiro per la Giornata mondiale della gioventù. Dal Vaticano alla favela di Varginha. Laggiù, quasi alla fine del mondo. Non perché la Gmg l'ha riportato dall'altra parte dell'emisfero, ma perché il Pontefice ha fermamente voluto far visita a uno degli angoli più poveri della terra. E qui ha lanciato un forte appello a non essere a "chi possiede più risorse" e alle autorità pubbliche a non essere "insensibili alle diseguaglianze sociali".

Né la pioggia né le esigenze di sicurezza emerse nei giorni scorsi sono bastate a convincere papa Francesco a rinunciare alla jeep bianca. Dal finestrino abbassato ha salutato le centinaia di fedeli che lo attendevano lungo il tragitto tra la sua residenza e il comune di Rio dove ha ricevuto le chiavi della città. Dopo aver ricevuto in regalo una maglia verde-oro della nazionale brasiliana con il nome "Francesco", il Santo Padre ha benedetto le bandiere delle Olimpiadi che si svolgeranno nel 2016 a Rio de Janeiro. Subito dopo, ha fatto rotta verso la favela che si trova a a Manguinhos, nella zona nord di Rio. Accompagnato nel percorso da centinaia di giovani che correvano ai lati della Jeep, tenuti a una certa distanza dai motociclisti della polizia, è entrato alla Varginha tra gli applausi e le preghiere dei fedeli. Appena sceso dall'auto Bergoglio è stato salutato da una missionaria della carità (le suore di Madre Teresa) che gli ha messo al collo una ghirlanda di fiori. Prima tappa della visita la piccola cappella di Sao Jeronimo Emilliani che non è dissimile dalle baracche di legno e mattoni che la circondano. Tolta la ghirlanda il Pontefice ha indossato una stola rossa per benedire l’altare collocato da poco.

Nelle stradine della Verginha come in piazza San Pietro. Coperto a stento dalla pioggia da un ombrello bianco portato da un suo assistente, Papa Francesco ha stretto mani, ha accarezzato e baciato i bambini in festa, ha prestato ascolto ai pochi che sono riusciti ad avvicinarlo. In molti si sono inginocchiati ai suoi piedi chiedendo di essere benedetti. Qualcuno gli ha anche donato il vessillo della sua squadra di calcio, il san Lorenzo Almagro di Buenos Aires. Prima di raggiungere lo stadio, il Pontefice si è fermato, insieme all’arcivescovo Joao Orani Tempesta, in una umile casa della Varginha dove abita una coppia. "Il mio desiderio era di poter visitare tutti i rioni di questa Nazione - ha spiegato il Santo Padre - avrei voluto bussare a ogni porta, dire 'buongiorno', chiedere un bicchiere di acqua fresca, prendere un cafezinho, parlare come ad amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno. Ma il Brasile è così grande e non è possibile bussare a tutte le porte. Allora ho scelto di venire qui, di fare visita alla vostra comunità che oggi rappresenta tutti i rioni del Brasile".

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