Negli ultimi anni il Qatar non finisce mai di stupirci. A differenza delle altre monarchie del Golfo, come quella saudita dove il re rimane al potere anche sotto tenda ossigeno, l'emiro Hamad bin Khalifa al-Thani ha abdicato ieri a favore del figlio Sheikh Tamim bin Hamad. Il successore è stato addestrato all'accademia militare inglese di Sandhurst. In Europa si è fatto notare quando ha comprato, due anni fa, il glorioso club francese Paris Saint Germain. A 33 anni comanderà un piccolo regno con il più alto reddito procapite del pianeta, che negli ultimi tempi ha cavalcato con spregiudicatezza le rivolte della primavera araba. In Libia, Egitto, striscia di Gaza, Siria il Qatar è il grande ed intrigante protettore. Non solo: grazie alla sua tv satellitare Al Jazeera influenza le masse arabe e pure le cancellerie occidentali. Quarto figlio dell'emiro avuto dalla seconda moglie, Mozah, il principe è diventato erede al trono nel 2003, dopo la rinuncia del fratello maggiore. Il padre ha deciso la successione per «stimolare le nuove generazioni». In realtà il giovane erede, che in apparenza sembra aperto al mondo, sarebbe ben più vicino ai Fratelli musulmani di tanti attuali ministri del suo emirato. Se così fosse le armi libiche dirette ai ribelli siriani e pagate dal Qatar continuerebbero ad affluire. E la sede dei talebani a Doha rimarrà una specie di ambasciata di un governo in esilio che ha fatto infuriare il presidente afghano Hamid Karzai. Su un binario parallelo i rapporti con gli americani rimarranno ottimi in funzione anti iraniana. Gli Usa hanno un'importante base in Qatar, dove si vociferava volessero spostare la V flotta.
Il Qatar è il primo esportatore di gas al mondo e il nuovo emiro può contare su fondi sovrani per 100 miliardi di dollari.
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