Iran, intesa sul nucleare vicina. Ma i negoziati potrebbero continuare domani

Trattative in fase avanzata, ma trovare un accordo resta complicato. Teheran : "No a richieste eccessive"

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif (secondo da destra) a Ginevra

Un'intesa ancora non c'è, ma su un fatto le parti che stanno partecipando ai negoziati di Ginevra sono d'accordo: le divergenze tra i 5+1 e l'Iran sono diminuite sensibilmente e sul nucleare di Teheran si potrebbe trovare a breve la quadra.

I negoziati sono giunti alla fase finale. Questa mattina ha preso il via un altro round di consultazioni e a chiarire che il momento è cruciale ci ha pensato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, rappresentante di uno dei Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu.

Non bastassero le parole del ministro, anche la presenza a Ginevra del segretario di Stato americano, John Kerry, e del ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, sembra dire che si è entrati in una fase cruciale della discussione.

"Abbiamo fatto dei progressi", ha spiegato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Zarif alla stampa, sottolineando che i punti da chiarire ormai sono soltanto due. La questione principale - secondo fonti della delegazione russa - è quella dell'impianto di Arak, un reattore per la produzione di acqua pesante con annessa una centrale, che in linea teorica permetterebbe agli iraniani di dotarsi di una bomba al plutonio.

L'atmosfera generale è ottimistica. Zarif ha ribadito che siamo nella fase della "scrittura di un accordo", anche se sembra difficile credere a una soluzione entro stanotte, come annunciato in mattinata dalla tv iraniana.

Il compito dei negoziatori non è facile. Teheran è decisa a opporsi a "richieste eccessive". Difficilmente gli iraniani rinunceranno alla possibilità di sviluppare un programma nucleare civile. E a chiedere cautela ci pensa il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle: "C'è una possibilità realistica, ma il lavoro da fare è ancora molto".

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Commenti

ben39

Sab, 23/11/2013 - 13:25

Se quest'accordo ci sarà, Israele metterà in atto il piano organizzato insieme all'Aarbia Saudita ( nemica di Theran) per attaccare l'Iran e le sue centrali atomiche.

ESILIATO

Sab, 23/11/2013 - 13:59

Pur di togliere l'attenzione del pubblico sul fallimento della riforma sanitaria Obama fa di tutto. Adesso gli Iraniani sono solo dei bravi ragazzi incompresi.....se poi uccidono i loro stessi cittadini per motivi futili.....ebbene ....e' necessario per mantenere una societa civile. Grazie Jimmy Carter per il regalo che ci hai fatto quando hai forzato Raza Pahlevi all'esilio.....ma non sei solo Obama ha fatto lo stesso con Gheddaffi....ed ora abbiamo una Libia democratica.....

viento2

Sab, 23/11/2013 - 14:06

e piano piano l'Iran si farà la sua bell'atomica e dopo ci sarà da piangere ma forse una speranza c'è e si chiama Israele che non aspetterà che si armino dell'atomica agirà prima alla faccia dei mollaccioni occidentali

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Dragon_Lord

Sab, 23/11/2013 - 15:32

La Terza ed ultima Guerra mondiale si avvicina sempre più.

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stufo

Sab, 23/11/2013 - 16:28

E lasciatele fare, queste benedette centrali. Quella più vicina a noi (Krsko, Slo) intanto si è di nuovo bloccata per imprecisato "guasto tecnico". 130 km dal ns confine orientale.

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Runasimi

Dom, 24/11/2013 - 01:24

Non c'è niente da fare. Vogliono costruirsi l'atomica (se non ce l'hanno già). Gente che impicca donne incinte perché contrarie al regime degli ayatollah non può entrare in possesso dell'arma atomica. Per la cronaca, l'impiccagione è avvenuta nella provincia iraniana del Kuzhestan e la donna, con il bimbo nel ventre, ha impiegato 2 minuti e 49 secondi a morire. RIFLETTIAMO.

Raoul Pontalti

Dom, 24/11/2013 - 01:48

ESILIATO anche dalle confraternite degli alcolisti: nel 1979, allorché lo sha Reza Pahlavi abdicò e andò in esilio in Egitto, "regnante" negli Usa era tal James Earl Carter Junior meglio noto come Jimmy Carter che tentò anche con la sfigata operazione Eagle Claw di liberare gl ostaggi dell'ambasciata USA a Teheran. L'Iran di allora stava semplicemente franando dal punto di vista "occidentale", posto che lo sha non era più in grado di reggere la situazione di incipiente guerra civile. Cosa avrebbe dovuto fare secondo l'esiliato anche dagli alcolisti il governo USA? Invitare lo sha a sparare sul suo popolo? Non sarebbe servito, come per primi compresero lo sha stesso e i vertici militari e poi quelli polizieschi e anche politici dell'Iran di allora, ad evitare il successo della rivoluzione in atto che aveva cause oggettive e profonde non risolvibili con semplici atti di forza inutilmente cruenti. Con buona pace dei bananas che da infantili quali sono invocano sempre l'uso della violenza, in Iran allora pacificamente si affermò una rivoluzione di popolo. Chi cercò soluzione militare ad un pur deprecabile eccesso di quella rivoluzione (gli ostaggi dell'ambasciata) andò incontro a clamoroso insuccesso (il Carter dell'operazione sopra citata). Obama, che non è uno stinco di santo e ha avallato tra l'altro l'uso criminale dei droni, non è uno stupido e ha compreso che per mantenere gli equilibri nella regione un accordo con l'Iran è più che opportuno, anche perché poi con il cerino in mano rimarranno in molti, iraniani compresi...

franc q

Dom, 24/11/2013 - 06:48

Una mattina ci sveglieremo e Israele avrà scatenato l'inferno...