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Israele costruirà 1500 nuove case negli insediamenti

Governo diviso. Ariel: "Risposta al governo di terrore". Livni: "Errore politico". Critico l'ambasciatore americano

Il governo israeliano ha pubblicato oggi una gara d'appalto per costruire 1.500 nuove case in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, primo dei passi necessari a iniziare effettivamente i lavori per le abitazioni.

Uri Ariel, ministro delle Costruzioni ed esponente del partito nazionalista Focolare ebraico, ha definito la gara "una giusta risposta sionista alla formazione di un nuovo governo di terrore palestinese". Il suo gruppo ha criticato aspramente la decisione di Hamas e Fatah di sostenere un governo d'unità nazionale, composto principalmente da tecnocrati, che ha giurato a Ramallah lunedì.

Di diversa opinione il ministro della Giustizia Tzipi Livni, capo negoziatore nei colloqui di pace con i palestinesi falliti ad aprile, che ha definito la scelta di costruire nuove case negli insediamenti "un errore politico", che rischia di allontanare Israele "dalla capacità di mettere il mondo contro Hamas".

Il capo negoziatore dell'Olp, Saeb Erekat, ha invitato la comunità internazionale a rispondere a Israele e boicottare i prodotti degli insediamenti, sostenendo che Tel Aviv ha preso la formazione di un nuovo governo "come scusa per continuare a colonizzare la Palestina".

L'ambasciatore statunitense in Israele, Dan Shapiro, ha detto in un'intervista che Washington è contraria alle costruzioni nei territori occupati.

La Casa Bianca ha dichiarato di essere pronta a lavorare con il nuovo esecutivo palestinese, ma non di scendere a patti con Hamas, che considera un'organizzazione terroristica.

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