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Oktober fest, la festa da 1,48 milioni di euro in 16 giorni: l’enorme business dietro birra e brindisi

Sei milioni e mezzo di partecipanti, 7 milioni di litri di birra e 13mila lavoratori: l’Oktober fest muove alberghi, ristorazione, trasporti e turismo. E un boccale può arrivare a 16 euro

Si fa presto a scrivere e a dire Oktober fest. Birra a fiumi, canti e un evento che raggruma migliaia di tedeschi e di turisti. Ma oltre la festa sotto i 38 tendoni, 17 quelli grandi, 21 quelli piccoli, c’è un business enorme.

L’impatto economico della festa tocca 1,480 milioni di euro in 16 giorni, 6,5 milioni di partecipanti, 7 milioni di litri di birra consumati, 13mila i lavoratori impegnati, 5.300 euro la paga del personale ai tavoli, se l’Oktober fest fosse un Paese sarebbe tra i primi 200 al mondo per Prodotto Interno Lordo, le entrate fiscali si aggirano sui 380 milioni di euro, 95,2 milioni di euro al giorno di ricavi, i visitatori sono 406.250 al giorno per un pari consumo quotidiano.

Le cifre vanno così individuate, 465 milioni di euro per la sola vendita di birra, 320 per cibo e gastronomia, 280 milioni per alberghi e B&B, 120 milioni per il luna park, 95 per i trasporti, 60 milioni di merchandising e 140 milioni per la sicurezza. Non si paga alcun biglietto di ingresso, ai tavoli il prezzo del litro di birra, il boccale, può costare 16 euro ma vanno considerate, al di là delle consuete critiche demagogiche, che la qualità della birra non è affatto bassa e ordinaria, anzi devono essere di “censo” altissimo e possono essere servite soltanto quelle prodotte entro i confini della città di Monaco di Baviera e dai sei storici birrifici autorizzati, questi i marchi: Augustiner, Hofbräu, Löwenbräu, Paulaner, Spaten, Hacker-Pschorr.

Tutte devono rispettare il Reinheitsgebot , l’Editto di Purezza Bavarese del 1516, una legge che prevede e stabilisce che la birra può essere prodotta solo con acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito. Le notizie di cronaca di queste settimane riportano alcune proteste per il prezzo al boccale, l’aumento del 2 per cento rispetto all’anno scorso è marginale, la birra di qualità va pagata, nessuno può pensare a certe nostre sagre paesane nelle quali viene servite alla spina, birre non meglio identificate e non certamente in bicchieri o boccali da un litro, il prezzo medio in Italia, per 33 cl nei bar è di 5 euro, basta moltiplicare per rendersi conto dell’assoluta normalità del prezzo in Baviera, senza appunto trascurare la qualità del prodotto. Sta di fatto che l’Oktober fest, nato per il matrimonio del principe Ludwig con Therese von Sachsen Hildenburghhausen di Sassonia, celebrato il 12 ottobre del 1810 con successivi cinque giorni di festa, è un momento storico ma di grande contenuto sociale ed economico.

Chi ha la fortuna di passare per Monaco in questi giorni non potrà sottrarsi al fascino e alla curiosità, tali sono, di avvicinarsi e di entrare sotto i tendoni e di assistere al rito, le cameriere e i camerieri portano anche quaranta chili di boccali, tenendoli perfettamente con le due mani e braccia poderose. Per 5.300 euro di paga è un sacrificio che affrontano con il sorriso. Si chiude sempre alle 23.30 con un paio di eccezioni, chi ha il privilegio di avere presto il posto al Käfer Wies’n Shänke, piccola tenda tutta in legno di stile antico o al Kufflers Weinzelt, dove si bevono vini e champagne, può godersela fino all’1. Come dicono i tedeschi :”O’ Zapft is!”, “E’ spillata”. Tchüss. Non è uno starnuto, arrivederci.

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