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Oleshky, dramma senza fine. Lo Zar prepara il “cuscinetto”

Niente svolte per la città del Kherson al centro della chiamata del Papa. Mosca “blinda” il confine

In this undated image from video provided by the Ukrainian 34th Separate Marine Brigade "Borysfen" on Sept. 22, 2026, smoke rises from a residential neighborhood in the Russian-occupied city of Oleshky in the Kherson region of Ukraine. (Ukrainian 34th Separate Marine Brigade "Borysfen" via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Tra il fango, la vegetazione incolta e le carcasse d’automobili, la linea del fronte svela la spettrale sagoma di Oleshky. Prima dell’invasione, contava 24mila abitanti; oggi ne restano 1.700. Tra di loro 35 bambini, dimenticati in una sacca d’occupazione divenuta tra le più impenetrabili del Kherson. I sopravvissuti affrontano un incubo quotidiano privo di luce, acqua e riscaldamento. La crisi igienico-sanitaria ha raggiunto livelli tragici: secondo le denunce delle autorità ucraine, l’obitorio cittadino è ormai saturo, mentre circa cento corpi sono accumulati nei sotterranei dell’ospedale. L’ultima distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità arrivata via terra risale al 26 maggio. Per spezzare l’isolamento, la 34esima brigata ucraina ha lanciato a metà ottobre un’operazione speciale, paracadutando viveri e medicinali d’emergenza al di là del fiume con droni da carico. Tra le case di mattoni e le macerie, la disperazione domina sugli annunci. Molti residenti spiegano di non aver mai visto cadere dal cielo alcun pacco di soccorso. «Non è rimasto nulla: né cibo, né medicine, né assistenza», racconta chi è riuscito a fuggire a piedi, ricordando il percorso lungo la strada della morte, una striscia d’asfalto minata dove ogni passo può essere l’ultimo.La diplomazia muove i suoi passi a rilento e le trattative per un’evacuazione organizzata e per l’apertura di un corridoio umanitario continuano a scontrarsi sul muro delle reciproche accuse. L’Ucraina denuncia l’assenza di garanzie di sicurezza da parte delle truppe occupanti; Mosca replica sostenendo che i corridoi siano resi impraticabili dalle mine e che la popolazione rifiuti di partire. Papa Leone XIV ha rivolto un appello a Putin chiedendo una tregua immediata per consentire l’ingresso dei soccorsi. Nonostante la dichiarata disponibilità del Cremlino a collaborare con la Santa Sede, sul terreno non si registra alcun cessate il fuoco, né conferme di evacuazioni su larga scala.Lo Zar non intende sbloccare la situazione, ma rilancia annunciando la creazione di una zona cuscinetto di 660 km lungo il confine russo-ucraino, dichiarando che non sarà oggetto di negoziati di pace. Il 70% dell’area è già sotto controllo russo, ma l’operazione potrebbe comportare nuove occupazioni tra Sumy e Kharkiv. Sul campo la Russia ha condotto raid con missili Iskander, Kalibr, e 300 droni (altri 70 in serata) che hanno provocato 8 morti. L’ordine del Cremlino, scrive il Guardian, è azzerare luce e acqua, creando «un’Ucraina invisibile».

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